Whisky al posto della benzina?

Gli scozzesi si confermano veri good fellows: amabili compagni di bicchierate dentro e fuori dal pub. Produttori di egregio whisky, hanno trovato un modo smart di utilizzarlo anche in materia di trasporti!

 

Grazie a uno studio della Napier University di Edimburgo, ora sappiamo come convertire i by-products dell’industria del whisky in un carburante più potente ed ecologico della benzina tradizionale.

 

Uno dei problemi principali nella produzione della bevanda alcolica è proprio lo smaltimento dei rifiuti che si producono: si stima che ogni anno la Scozia debba smaltire 1.600 milioni di litri di pot ale (ovvero distillati alcolici), e 187.000 tonnellate di druff, il frumento frusto. Si tratta di scarti a perdere, non più commercializzabili e finora non riutilizzabili in alcun modo.

 

Grazie a questo studio, si è riusciti a convertire questi residui in bio-butanolo, che dà il 30% di energia in più rispetto all’etanolo.

Il progetto è ancora in fase sperimentale, ma gli obbiettivi dell’investimento da 260.000 sterline sono ambiziosi: utilizzare il butanolo come carburante al posto della tradizionale benzina in tutti i settori del trasporto pubblico e privato, addirittura per gli aerei.

 

Oltre a essere un carburante a impatto zero, la sua maggiore potenza permetterebbe migliori prestazioni ai motori e una riduzione dei consumi, unendo quindi risparmio energetico e risparmio economico. Se tutto andrà secondo i piani, il bio-butanolo sarà completamente compatibile con i motori in circolazione, quindi potrebbe entrare a regime velocemente e con facilità.

 

La direzione è quella giusta, se secondo una direttiva UE nel 2020 i biocarburanti dovrebbero ammontare al 10% delle vendite complessive di carburante.

 

L’industria scozzese del whisky ha un motivo in più per confidare negli eco-carburanti: la conditio sine qua non si ottiene un eccellente whisky è proprio un ambiente salubre e incontaminato.

 

Emblematiche le parole del Professor Martin Tangley, responsabile del progetto:

Mentre alcune compagnie si affidano a specifiche coltivazioni agricole per ottenere biocarburanti, noi per produrli lavoriamo su materiali di scarto, come i sottoprodotti del whisky. ( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

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