Vittime dell'amianto, ombre sulla Pirelli

http://www.ilfuturista.it/images/stories/CALABRIA/amianto.jpgUndici ex dirigenti degli stabilimenti Pirelli di viale Sarca e via Ripamonti sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. La causa del processo? Sono accusati di aver lasciato 24 lavoratori all’esposizione dell'amianto, nel corso degli anni Ottanta. Secondo l’accusa il comportamento dei dirigenti avrebbe arrecato danni alla salute degli operai. I quali avrebbero, dunque, avuto gravi complicazioni e malattie che, nella maggioranza dei casi, hanno portato al decesso. Il processo comincerà il 19 dicembre davanti alla sesta sezione penale del tribunale di Milano.

 

Si sono, già, costituite parte civile, non soltanto tutte le presunte vittime o i loro eredi, ma anche Inail, Asl e Regione. Secondo l'accusagli operai che, in quel periodo, si sono poi ammalati di forme tumorali gravi o sono morti per mesotelioma pleurico, lavoravano negli stabilimenti milanesi, senza alcuna misura o sistema di protezione. Questo ha comportato esposizioni 'massicce e ripetute' all'amianto che hanno causato le malattie e le morti. Gli operai vittime della sostanza tossica, poi messa al bando, lavoravano in diversi reparti, da quello relativo agli autocarri a quello delle mescole. L'amianto, stando al capo d'imputazione, veniva usato, indistintamente, dalla mescola delle gomme alla tubazione dei serbatoi. Il reato di omicidio colposo, contestato agli ex responsabili Pirelli, è aggravato dalla violazione delle normative sulla sicurezza sul lavoro. Come risponde Pirelli alle accuse del gup? Con una dichiarazione nella quale attesta «che ha sempre agito cercando di tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei propri dipendenti con le misure adeguate alle conoscenze tecniche a disposizione nel corso degli anni». Ai giudici, ora, spetterà accertare la verità. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Sara Zanon

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