Villa Adriana come Pompei: un paese destinato al crollo

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/villaadrianajpg_200_200.jpgNon sono ancora finite la polemiche sull’occupazione del teatro Valle. Si sente ancora l’eco delle parole del sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, che in polemica con lo scrittore Camilleri e gli altri artisti occupanti, rivendicava di essere stato il promotore dei restauri di molti importanti beni culturali capitolini. Citava Palazzo Barberini, Villa Farnesina e il Colosseo. Dimenticando di precisare che quest’ultimo verrà restaurato con i soldi dell’imprenditore Della Valle, e non con quelli del ministero dei Beni culturali.

Ora, tra i più importanti siti culturali Unesco in Italia che rischiano di cadere a pezzi c’è Villa Adriana. Uno dei 45 monumenti culturali targati Unesco che, come Pompei, è abbandonata alle intemperie  mentre mancano i fondi per restaurarla. Ha una superficie più grande della stessa Pompei, ma per rimetterla in sesto il Mibac culturali ha stanziato solo 370mila euro. Una cifra irrisoria a fronte dei 6-7 milioni di euro più volte richiesti, ma dei quali ne è arrivato solo uno.

E così una delle testimonianze più antiche dell’impero romano, arrivate fino ai giorni nostri, rischia adesso di rappresentare uno dei simboli della decadenza pezzo dopo pezzo di questo paese. Villa Adriana fa parte del patrimonio Unesco dal 1999, ma in 10 anni ha quasi dimezzato l’afflusso turistico di visitatori. I nostri beni culturali non vengono sufficientemente sponsorizzati, non esiste una adeguata divulgazione del patrimonio artistico culturale di questo paese. Come a dire che si danno per scontati. E, a fronte di questa negligenza, subiamo finanche il paragone con paesi che certamente non possono vantare lo stesso nostro patrimonio artistico.

La PricewaterhouseCoopers, l’importante network internazionale di consulenza aziendale, ha stilato un dossier, secondo il quale francesi, spagnoli, brasiliani e cinesi utilizzano i propri beni Unesco a fini turistici, tre volte più di noi. Ma la cosa che imbarazza, di fronte a tanta insipienza è il campanilismo di taluni ministri che agiscono come assessori comunali. Michela Brambilla, ministra del Turismo, finanzierà i progetti di eccellenza della regione Lombardia, come “la valorizzazione del ramo lecchese del lago di Como” con la modesta cifra di 7,3 milioni di euro. Che a paragone con la ridicola cifra destinata al restauro di Villa Adriana fa rabbrividire. Un patrimonio nazionale, dunque, depredato dalla prevalenza di logiche politiche campanilistiche, per usare un eufemismo. Barbare per usare la giusta definizione. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Manuela Caserta

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