Via libera dal Consiglio dei Ministri: al Sud altri cento miliardi con il beneplacito della Lega. E il Veneto intanto affoga

Via libera ieri dal consiglio dei ministri al Piano nazionale per il Sud: vale 100 miliardi di euro e concentra gli sforzi su otto priorità, dalle infrastrutture alla ricerca, dalla sicurezza al sostegno alle imprese. "Il governo sta facendo tutto il possibile per tenere unito il Paese", ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi, facendo notare che le risorse non mancano ma spesso c'é "una incapacità delle amministrazioni del Mezzogiorno" nell'utilizzarle tant'é che solo il 38% dei fondi a disposizione è stato utilizzato.

 

Berlusconi ha anche evidenziato che il Piano per il Sud è "l'altra faccia della medaglia" rispetto al federalismo fiscale. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha evidenziato invece come ci sarà "una concentrazione di tutte le risorse perché gli interventi non possono essere più dispersi" e si è detto "orgoglioso" del lavoro fatto.

 

Un via libera che però ha visto, secondo quanto si apprende, qualche momento di tensione in consiglio dei ministri. Secondo quanto riferito da presenti, alcuni ministri, tra i quali Altero Matteoli, Stefania Prestigiacomo e Giancarlo Galan, avrebbero chiesto "qualche spiegazione" sulla realizzazione del Piano e la gestione dei fondi. Gestione che infatti sarebbe risultata in capo solo ai ministri Tremonti e Raffaele Fitto. Alla fine però la soluzione, una sorta di compromesso, sarebbe stata quella di prevedere una consultazione dei ministri competenti da parte del titolare degli Affari regionali prima di prendere le singole decisioni. Le risorse sul patto ammontano a "100 miliardi di euro", ha riferito il ministro per gli Affari regionali Fitto mettendo in evidenza che "il problema del Sud è nazionale". Vengono fissate alcune priorità infrastrutturali ma cambia pure la filosofia degli aiuti alle imprese: stop agli "aiuti a pioggia", ha detto Tremonti, per passare a sostegni legati al credito di imposta.

 

Per il leader del Pd Pierluigi Bersani "sono solo parole senza cassa. Di concreto c'é solo il fatto che si sono presi 4-5 miliardi di fondi Fas e hanno ripubblicizzato il Mediocredito".

Duro il commento del presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro: "Berlusconi è il solito illusionista, il buon venditore di tappeti a reti unificate".

 

Dal Sud parla il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, fa notare che "la preoccupazione principale è quella di comprendere se le risorse ci sono".

Positivo il giudizio della Cisl: il segretario generale Raffaele Bonanni parla infatti di "linee guida condivisibili". ( Fonte notizia: www.americaoggi.info)

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