Usa. Gli spregevoli ” latinos” - di Domenico Maceri

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1373645921.jpgI “ latinos” - termine sprezzante utilizzato dagli whasp (bianchi, anglosassoni e protestanti) per indicare gli immigrati e le popolazioni indie o miste di lingua spagnola e in particolare i messicani - stanno riconquistando la California?

“Manterremo la nostra lingua e la nostra cultura anche se ci assimileremo alla società americana”: così Orlando Fuentes, presidente del Latino Democratic Club, in un recente evento che festeggiava il fatto che la popolazione dei latinos ha raggiunto e presto sorpasserà quella dei bianchi in California.

Dati del censo americano ci dicono che quindici milioni di abitanti del Golden State sono di origine ispanica e si stima che per il 2064 ve ne saranno 25 milioni mentre la popolazione dei bianchi si aggirerà sui 15,6 milioni, poco più di quella attuale.

La storia ci dice che la California, come del resto tutto il sudovest degli Stati Uniti, faceva parte del Messico ma adesso sembra che i latinos lo abbiano riconquistato poco a poco con la loro presenza.

Come era da aspettarsi le famiglie dei latinos continuano a crescere e la costante immigrazione latina, specialmente dal Messico, chiariscono i cambiamenti demografici. C’è da aggiungere anche il fatto che i bianchi continuano ad avere sempre famiglie più piccole come avvienein tutto l’occidente.

Inoltre bisogna anche considerare il numero di bianchi che ha lasciato il Golden State per l¹Arizona o il Nevada dove le tasse sono più basse.

Nonostante il loro numero crescente dei latinos i bianchi continuano tuttavia a dominare la politica e l’economia dello Stato e ovviamente l’inglese rimane la lingua del potere anche se lo spagnolo si mantiene come una forte seconda lingua.

Il potere economico però parla inglese come pure quello politico ma non sarebbe una sorpresa se nel vicino futuro il governatore del Golden State fosse un latino.

L’ex sindaco di Los Angeles, Antonio Villaraigosa, era latino, e il suo successore, Gil Garcetti, è anche lui di origini messicane ma di lontani antenati italiani.

Nonostante i loro numeri i latinos continuano a trovarsi indietro in comparazione ai bianchi per quanto riguarda il loro successo educativo anche se i progressi cominciano a vedersi.

Una decina di anni fa solo il 40% dei bambini latinos era classificato competente in matematica ma nel 2012 il numero è salito al 55%.

Per i bianchi la cifra è notevolmente più alta raggiungendo il 77%.

Per quanto riguarda l’economia i bianchi continuano a dominare con un salario annuale medio di 67.000 dollari comparato a quello dei latinos di 44.300.

Inoltre il 43% dei latinos in California possiede la propria casa comparato al 64% dei bianchi.

In parte la differenza si spiega con il fatto che le famiglie dei latinos sono relativamente giovani con un¹età media di 27 anni comparata a quella dei bianchi con 45 anni.

Ovviamente l’esperienza influisce sul reddito come pure la preparazione accademica.

La forte presenza dei latinos in California ha reso il Golden State uno Stato “blu” che tipicamente vota per i candidati democratici nelle elezioni presidenziali.

Ciò è avvenuto anche a livello nazionale ed ecco perché i repubblicani al Senato hanno recentemente votato per la riforma sull’immigrazione cercando di ridurre il numero di latinos che votano per i loro avversari.

Lo ha detto anche lo stesso presidente del Partito Repubblicano Reince Priebus che fino ad adesso il suo partito non ha fatto un buon lavoro a estendere la mano ai latinos.

Parole lontane dall’aspra retorica anti-immigrante repubblicana degli ultimi tempi che avranno poco effetto sull’elettorato latino californiano dove il Partito Repubblicano si trova in fortissima minoranza.

Il continuo crescere dei latinos rafforzerà i democratici che al momento controllano il potere esecutivo del Golden State ed hanno una supermaggioranza in ambedue le camere.

I latinos però non sono molto diversi dagli altri immigranti ed a mano a mano che si integreranno nella società americana potrebbero diventare più conservatori e muoversi verso i repubblicani.

Questo cambiamento politico non si intravede all’orizzonte ma i repubblicani hanno cominciato a seminare. Per raccogliere i consensi del voto latino ci vorranno però parecchie generazioni. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=21987#sthash.YEpD80m2.dpuf

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