Una nuova cura sperimentale contro il cancro

Salmonella: di solito inorridiamo al solo pensiero che i batteri possano contaminare i cibi che mangiamo.

Siamo abituati ad osservare tutte le buone norme di conservazione degli alimenti, per scongiurare il pericolo di entrare in contatto con le salmonelle e contrarre pericolose infezioni gastro-intestinali.

 

Andando contro corrente, il team di ricerca di Umberto Veronesi ha appena portato a termine con successo un’innovativa sperimentazione sui topi e cellule tumorali in vitro, che potrebbe aprire la strada a una possibile cura contro i melanomi.

 

Lo studio, coordinato dalla ricercatrice Maria Rescigno dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e patrocinato dall’AIRC, ha meritato la pubblicazione sulla rivista internazionale Science Translational Medicine per la grande portata dei suoi risultati.

Batteri di salmonella, opportunamente manipolati in modo da non poter replicarsi a lungo e nuocere all’organismo, vengono inoculati nel soggetto malato e sono in grado di riattivare le difese immunitarie del paziente affetto dal tumore: normalmente infatti, le cellule tumorali ingannano le cellule immunitarie dell’organismo ospite, che non riconosce più il tumore come nemico e non ostacola la sua riproduzione.

 

La salmonella modificata geneticamente, invece, agisce sulla proteina connessina 43, responsabile dei canali di comunicazione tra le cellule: aumentando e rinforzando le quantità di connessina 43, si fa in modo che il sistema immunitario inceppato si risvegli e identifichi il melanoma come nemico.

Si tratta di una salmonella OGM, insomma, che risveglia nell’organismo la comunicazione tra le cellule: grazie all’aumento della connessina 43, esse sono di nuovo in grado di “parlarsi” ed attivare le difese immunitarie contro il tumore.

 

Dopo i successi della sperimentazione sui topi, il team sta aspettando l’autorizzazione a procedere su esseri umani: entro il 2011 la cura dovrebbe essere sperimentata su 20 pazienti in metastasi.

Se i risultati positivi verranno confermati, si potrebbe mettere a regime un vaccino terapeutico o un nuovo trattamento antitumorale.

Trasformare batteri pericolosi in preziosi alleati per combattere malattie mortali: smart, no? ( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

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