Un termine tanto sconosciuto chiamato Coerenza

http://i251.photobucket.com/albums/gg307/bcook123/Question.jpgLa capacità di essere coerenti tra ciò che affermiamo a parole e il nostro comportamento, più di ogni altra qualità caratterizza la maturità di un individuo e ciò che maggiormente ci rende affidabili. La credibilità di un uomo si misura proprio dalla chiara e forte coerenza tra teoria e pratica dei suoi presupposti ideologici.

In teoria tutti siamo saggi, avveduti, corretti ma nella pratica, come diceva un filosofo, "Se si andasse in fondo alle cose si avrebbe pietà perfino delle stelle". Che valore ha un uomo incoerente con i suoi ideali, che a parole afferma un principio e che nella pratica lo smentisce? Dimostra di non credere in ciò che afferma, di non avere la giusta volontà e il coraggio delle proprie idee, di essere debole, incerta, succube delle sue stesse esigenze fisiche, dei priori piaceri, delle proprie debolezze: è come (da biblica memoria) cedere la primogenitura per un piatto di lenticchie.

Nulla come il piacere della gola mette in crisi la coerenza umana. Mangiare carne richiede l'uccisione di un animale, che significa infliggergli, oltre alla sofferenza della privazione della libertà e l'agonia della macellazione, l'ingiustizia suprema della privazione per sempre dell'unico suo bene, la vita.

Ebbene, mi chiedo se i personaggi più influenti, più in vista nella scena sociale come il papa, il presidente della repubblica, il presidente del consiglio e le alte sfere della politica, della cultura, avrebbero il coraggio di essere coerenti con i principi di giustizia, di rispetto che proclamano uccidendo con le proprie mani l'animale che mangiano a tavola, senza sottrarsi all'orribile scena del sangue, alle urla di dolore e ai contorcimenti dell'animale durante la sua uccisione?

Se il papa, il presidente della repubblica o chiunque altro ritiene giusto, lecito, normale mangiare la carne, per coerenza dovrebbero avere il coraggio di uccidere la preda senza delegare ad altri l'ingrato compito. Vogliamo essere più diretti? Chi può immaginarsi il papa con un coltellaccio in mano intento a tagliare la gola ad un agnello? Nessuno credo. Lo stesso dicasi per il capo dello Stato, per il presidente del Consiglio (del quale non sono certo), per Schifani, per Fini (per il quale avrei qualche dubbio vista la sua nota passione per la pesca e la caccia, ma da lì ad uccidere un vitello, un coniglio o un tacchino di insensibilità ne serve parecchia): semplicemente lo fanno fare ad altri e questo dimostra la loro incoerenza morale. A mio avviso se mangia la carne, una persona coerente, ha anche il coraggio di uccidere l'animale. Immaginiamo pure qualunque altra persona impegnata nel sociale, più o meno nota, che si riempie la bocca di parole come "amore, rispetto, diritti, libertà, giustizia" ecc. Questi non contraddicono forse se stessi quando a causa delle loro scelte gastronomiche causano indirettamente ad un essere indifeso e innocente azioni che sono agli antipodi di ciò che proclamano?

Mangiare carne di animali significa legittimare, giustificare, accettare la loro uccisione. Se tali personaggi, ai quali la gente comune fa riferimento, hanno il coraggio di accoppare l'animale, dissanguarlo, farlo a pezzi e cucinarlo, allora a mio avviso, non sono persone adatte, per qualità morali e sensibilità umana, ad occupare posti preminenti. Se invece ritengono che sia un compito adatto ad altri, a chi ha l'insensibilità e la durezza di cuore a prestarsi a simili macabri, crudeli usanze, allora essi dimostrano di essere incoerenti tra ciò che considerano ingiusto, violento, malvagio e ciò che causano con le loro scelte.

Ma la sofferenza animale, legata all'alimentazione umana è, per la stragrande maggioranza degli umani, compresi i personaggi più noti, un problema inesistente, un fatto senza importanza, che non merita considerazione, che non rientra tra le problematiche morali, esistenziali, sociali. Ma noi vogliamo mettere sotto il naso questa tremenda realtà alla quale non possono sottrarsi.

Il prete, il ministro, il magistrato se sono convinti che l'animale soffre quando viene privato dalla libertà e della vita come si giustificano davanti alla loro coscienza? Se invece non credono che l'animale soffre provino a pestargli una zampa e vedranno se l'animale restituirà loro la cortesia con un morso poderoso e una sonora incornata.

Il sangue che scorre nelle vene dell'animale è rosso come il loro sangue; le loro membra percepiscono il dolore come le loro membra; il suo cuore pulsa come il loro cuore. Non si nascondano dietro pietose e arcaici concetti, come "Così è sempre stato", "Gli animali sono fatti per questo" "Abbiamo bisogno di mangiare la carne..." perché noi li svergogneremo: smonteremo i loro concetti, ad uno ad uno, dimostrando loro quanto sono percettivamente chiusi, moralmente asfittici, spiritualmente paralitici, razionalmente autolesivi. Voi diteci chi sono coloro che invitano a mangiare la carne degli animali (Calabrese, Cannella, Del Toma...) noi vi diremo chi sono coloro che dicono di sottrarsi a questa pratica dannosa e crudele (Leonardo, Gandhi, Veronesi...)

Non c'è rivoluzione più grande della nostra, né mai ce ne sarà un'altra uguale perché supera la sfera dell'umano e si estende, coerentemente, in tutta la sua benefica bellezza, compassione e amore a tutto ciò che vive. Noi vogliamo liberare gli uomini prigionieri di se stessi, e liberare i prigionieri dagli uomini. Loro sono la nostra tristezza, la nebbia del mondo, noi la luce, la speranza degli "ultimi"; loro sono il passato, noi il futuro. Loro appartengono ad una specie in via di estinzione, noi siamo la generazione della nuova umanità rinnovata nella mente, nella coscienza, nel corpo, nello spirito. Mentre loro sono innamorati del loro stomaco, noi siamo Universalisti, innamorati dell'armonia, del bene, della vita.

Sul problema dell'influenza suina di questi giorni, il nostro Silvio Berlusconi (sempre pronto a dare il buon esempio) per spingere la gente a superare la paura dell'influenza suina e a tornare ad ingozzarsi di carne di porco (animale per il 95% del codice genetico simile a quello umano) prima ha assaggiato della mortadella e poi ha distribuito carne di maiale all'assemblea della Coldiretti a Roma. Altrettanto si è sentito in dovere di fare Roberto Formigoni nel palazzo della Regione a Bologna che per l'occasione ha addentato anche lui mortadelle e cotolette di puro suino per tranquillizzare la popolazione e dare una mano ad allevatori e massacratori di suini. All'infelice cavernicola trovata si associa il solito geneticamente inopportuno Luigi Santambrogio giornalista di "Libero" (ci auguriamo vivamente cambi mestiere) il quale si augura che Lamberto Sposini, come al tempo della aviaria, consumi in diretta tv una bella mortadella di suino per aiutare la popolazione a superare l'ingiustificata paura di consumare carne di maiale.

Caro eminentissimo Joseph Ratzinger, illustrissimo Giorgio Napoletano, caro Silvio Berlusconi, e cari voi tutti di primo, secondo e terzo piano, uomini e donne che non nomino, se ritenete giusto, buono, salutare mangiare carne di suino (come di qualunque altro animale che arriva sulla vostra tavola) siate coerenti con voi stessi: date pubblica dimostrazione di come si uccide un animale, fateci vedere il coraggio che si addice ai condottieri, mostrateci come si affonda un coltellaccio nelle viscere e nel cuore di una animale immobilizzato dalle catene e dal terrore, allora soltanto dimostrerete di essere coerenti tra ciò che dite a parole e ciò che fate in pratica. E mentre date prova di così ardimentosa e ammirevole coerenza guardate negli occhi la vittima e ringraziate il vostro dio per essere così buono e magnanimo verso gli umani e così insensibile e crudele verso gli animali. ( Fonte: www.laverabestia.org)

Autore: Franco Libero Manco

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