Un presente che non ha futuro

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1272647471.jpgRiprendiamo un passo da James H. Kunstler, pubblicato da peakprosperity.com, nel quale lo scrittore statunitense ripropone la sua critica sociale al degrado delle città, in particolare delle vaste periferie sen’anima. Kunstler è noto per il suo libro del 1994 “The Geography of Nowhere”.
C’è un aspetto del fallimento americano che è stato oscurato dalle indecenti e avvincenti storie di racket che hanno recentemente monopolizzato la scena finanziaria: la tragedia delle periferie urbane, il modo in cui è stata gestita la logistica della vita quotidiana sul nostro territorio.
La chiamo tragedia perché essa è il risultato di una serie di scelte incredibilmente sfortunate per la società, fatte da generazioni e generazioni. La storia non perdonerà, né verserà una sola lacrima, quando ci troveremo ad affrontare le conseguenze dello stile di vita che stiamo scegliendo. La storia ci farà comprendere che non ha alcun senso logico trasformare questo adorabile continente del Nuovo Mondo in una giungla di parcheggi liberi. In ogni caso siamo chiamati a confrontarci con le scelte che abbiamo fatto e una domanda nasce spontanea: cosa faremo adesso?
Un pubblico confuso
Se si mostra ad un campione casuale di pubblico americano una fotografia che ritrae gli squallidi viali fitti di negozi fronte strada e i grandi magazzini con strati e strati di insegne pubblicitarie e si domanda cosa c’è di sbagliato nell’immagine, essi sicuramente risponderebbero “tutti i posti sembrano identici.. è tutto uguale!”
Questa è la critica più comune, ma non è del tutto corretta. Davvero non ci arrivano. Sono molti gli oggetti ed i luoghi costruiti dall’uomo caratterizzati da uniformità e somiglianza. Agli occhi di un osservatore poco attento, anche le cittadine collinari della Toscana sembrerebbero identiche tra loro se osservate a 500 metri di distanza. Il turista medio americano avrebbe la stessa difficoltà nel distinguere Montepulciano da Pienza, ed il WalMart di Hackensack da quello di Oxnard. Ma i turisti non si lamentano della somiglianza negli schemi di progettazione dei villaggi italiani: le tegole rosse sui tetti di ogni edificio, le strade strette e tortuose, gli stucchi sui muri, le finestre a battenti con le loro persiane, ecc. Pochi turisti americani di ritorno da Parigi si lamenterebbero della monotonia dei viali. Questo perché, in quelle località estere, la ripetizione è un’uniformità di qualità eccellente. Il problema degli USA è un altro: non solo tutto è identico, ma è di una qualità incredibilmente bassa. I parcheggi del New Jersey e quelli di Santa Cruz sono ugualmente deprimenti. La suddivisione delle proprietà private è anonima e senza senso. I grandi magazzini sono degradanti. Gli spazi pubblici americani sono tutti in stato di degrado (o inesistenti).
Per descrivere tali caratteristiche, si parla spesso genericamente di “bruttezza” ma la situazione è ancora peggiore. L’uomo è immerso nel suo ambiente costruito, come i pesci sono immersi nel loro ambiente marino, e l’avvolgente “bruttezza” che caratterizza la maggioranza dei luoghi negli Stati Uniti è la manifestazione visibile dell’entropia. Non è solo sintomo di una mancanza di cura, ma una vera e propria corsa verso la distruzione, la decadenza e la morte: letteralmente il viaggio verso la morte di una società intenzionata a compiere un suicidio. Ben lontano dall’essere una problematica meramente estetica, Suburbia – le periferie - rappresenta la complessa catastrofe economica, il fiasco ecologico, l’incubo politico e la crisi spirituale di un popolo che si è abituato all’idea che non valga la pena di prendersi cura dei luoghi in cui vive. Suburbia è strettamente connessa all’attuale paralisi della politica, perché rappresenta un’enorme eredità di costi sommersi, di investimenti che si sono trasformati in passività. Se non ci rendiamo conto di tale trasformazione, ci sarà impossibile farci un’opinione coerente in merito a ciò che sta accadendo e capire cosa possiamo fare per cambiare. Dovremmo innanzitutto sapere che siamo di fronte ad una situazione imbarazzante e spaventosa per i rifornimenti di petrolio. Non sono più a buon mercato. Ma, ahimè, la nostra Utopia è stata progettata per funzionare con petrolio a basso costo. Ne deriva che Suburbia ha ben poche prospettive per il futuro. In realtà si potrebbe addirittura sostenere che, in assoluto, il nostro stile di vita non ha alcun futuro.
Fonte: www.rinascita.eu

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