Un'opportunità di lavoro per i giovani lodigiani: lanciata in Svizzera una super offerta per donatori di sperma frontalieri

Pubblicato il da oleg

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Altro che ridurre i frontalieri; anche per la fecondazione assistita le cliniche del cantone stanno per lanciare una campagna per reclutare donatori. Donatori di sperma stranieri, naturalmente, perchè i ticinesi coprono meno di un terzo del fabbisogno annuale. " Per quanto riguarda i nostri centri fertilità avremmo bisogno di almeno una cinquantina di donatori locali, invece facciamo fatica ad averne una dozzina - conferma Luca Jelmoni, direttore del centro ProCrea di Lugano -. Tra l'altro la nuova legge sulla fecondazione assistita limita a otto il numero di figli che si possono 'ottenere' da ogni donatore; cosa che ci costringe alla perenne ricerca di nuovi candidati, che non abbiano più di 40 anni e con i requisiti di qualità richiesti. Tra l'altro, da quando le norme hanno abolito l'anonimato, molti ticinesi rinunciano".

Anche da un punto di vista economico - e anche qui il rapporto di cambio franco-euro ha aiutato - il donatore frontaliere si vede agevolato; statistiche alla mano, considerando la media delle donazioni di sperma, una serie standard di trasferte a Lugano può fruttare sui 5mila franchi. " Sì, noi riconosciamo un rimborso spese di 2mila franchi per ciclo di donazioni, e ogni ciclo sono dieci depositi, ma ogni donatore mediamente ne effettua 25 - spiega Jelmoni -. Ma non credo sia questo il fattore determinante; siamo obbligati a rivolgerci all'Italia perchè non si trovano donatori ticinesi". Una fatica anche per il Centro cantonale di fertilità presso l'Ospedale regionale di Locarno La Carità, che pure per scelta ha puntato solo su donatori 'locali'. " Li cerchiamo di continuo ed è effettivamente uno sforzo trovarli, anche perchè l'unico sistema a cui affidarsi è il passaparola - conferma Alessandra Fusconi responsabile del Laboratorio di biologia della riproduzione del Centro -. Tra l'altro per ' locali' non intendiamo solo ticinesi, ma anche residenti vicini della sponda del Verbano, della zona insomma. Per noi è importante avere trattare donatori che, da un punto di vista clinico, siano facilmente controllabili. Inoltre non ci bastano semplici donatori, ma quelli con parametri seminali di qualità". Anche all'Eoc lo stesso donatore non può essere "utilizzato" più di 25 volte, e il rimborso spese è leggermente inferiore a quello di ProCrea. In questo settore, comunque, non si può certo parlare di "dumping salariale", anzi il rapporto di scambio con l'estero rimane in attivo. Se al Centro di Locarno il 60% delle terapie è riservata a cittadini stranieri, nei centri ProCrea la percentuale sale addirittura al 75%. ( Fonte: www.caffe.ch)

Autore: Ezio Rocchi Balbi