Un Natale ecologico con l'albero di cartone riciclato

Ci siamo quasi. Il giorno dell'Immacolata è alle porte e in molti si preparano, così come tradizione vuole, ad allestire l'albero di Natale e ad abbellire gli ambienti domestici con decorazioni natalizie. Milioni di italiani si pongono la domanda se è meglio preferire un albero vero ad un albero di plastica o viceversa. Per fortuna quest'anno è in arrivo una nuova iniziativa lanciata dall'azienda Reno De Medici – leader in Italia e seconda in Europa nella produzione di cartoncino da materiale riciclato – che ha creato un albero di Natale ecosostenibile realizzato con il 100% di fibre di cartone riciclato e dotato della certificazione Fsc (Forest Stewardship Council), principale meccanismo di garanzia sull’origine del legno e della carta.

Quest'albero, disponibile in cinque modelli, tre differenti dimensioni e vari colori, è molto pratico e resistente, riutilizzabile più volte, si smaltisce poi nei contenitori per il riciclaggio della carta e non ha bisogno di ulteriori decorazioni. Ma, nonostante questo, alcuni modelli sono neutri in maniera tale che i bambini possano colorarlo con collage, addobbi e decorazioni 'fai da te'. L'albero in cartone riciclato è un'ottima alternativa per ridurre al minimo gli sprechi che spesso accompagnano le festività permettendo, inoltre, di compiere un gesto concreto per l'ambiente senza sminuire l'atmosfera tipica di questi momenti tanto cari ai piccoli e ai grandi. Addobbare un albero del genere è un modo per stimolare la creatività e la fantasia con un pizzico di originalità.

Proprio nei giorni scorsi in vista del Natale, Coldiretti ha presentato un quadro ben preciso sulle disparità del dispendio energetico necessario per la produzione e la commercializzazione di un albero di plastica e di uno vero. "Gli alberi di Natale di plastica prodotti soprattutto in Cina sono ottenuti con materiali che comprendono anche varie leghe metalliche e plastiche tipo polivinilcloruro (PVC) e polietilene tereflalato (PET) che comporta un notevole dispendio di energia ed è fonte di inquinamento nel processo di produzione, durante il trasporto e per lo smaltimento. Per la produzione di un albero finto si emettono complessivamente 23 chilogrammi di anidride carbonica".

Al contrario, continua la Coldiretti "L'albero naturale coltivato in vivaio consuma energia per fertilizzanti e lavorazioni meccaniche, ma durante il periodo di accrescimento in vivaio, di circa 5 o 6 anni, sequestra dall'aria anidride carbonica (CO2) ad effetto serra con un bilancio energetico finale favorevole di 47 grammi di anidride carbonica (CO2) tolta dall'atmosfera per pianta, senza contare che un ettaro di alberelli produce ossigeno per 45 persone".

"L'acquisto stimato di circa mezzo milione di alberi finti di plastica all'anno provoca invece – conclude la Coldiretti – la liberazione di 11,5 milioni di kg di anidride carbonica (CO2) pari all'inquinamento provocato da sei milioni di chilometri percorsi in auto".

A chi ancora avesse dubbi non resta che fare la scelta giusta in termini di rispetto per l'ambiente, per le piante e per il pianeta. S.E.C.

( Fonte: www.ilcambiamento.it)

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