" Un marito di troppo". La recensione

Ecco un film che ha penato non poco per essere distribuito e lasciando da parte le cause, sempre troppo tecniche, il 19 novembre 2010 uscirà nelle sale italiane.

Un marito di troppo è una commedia romantica e comica al tempo stesso. Il regista Griffin Dunne, che è anche produttore e attore, ha una certa familiarità con questo genere, se si pensa al suo film d’esordio alla regia Innamorati Cronici (1997).

Emma Lloyd conduce un programma radiofonico, in cui dà consigli sull’amore, su come ci si deve comportare in amore e ciò che bisogna pretendere. Autrice del manuale d’amore R.E.A.L. Love, Emma sta per sposarsi con il fidanzato editore Richard. Tutto sembra perfetto fino a quando i due scoprono che Emma è già sposata. La donna si mette in cerca del neoconiuge per farsi firmare i documenti dell’annullamento. Più semplice a dirsi che a farsi, dato che quello capitato alla donna non è proprio un incidente. Patrick Sullivan, il marito accidentale di Emma, ha orchestrato il tutto per darle una lezione, dopo che ha mandato in fumo il suo matrimonio con i suoi consigli.
Un marito di troppo parla dell’amore, di quale siano le concezioni che ognuno di noi ha su questo sentimento e di come spesso ci lasciamo trasportare dalle statistiche e dai luoghi comuni. Molte sono le occasioni in cui si racconta a se stessi che i rapporti passionali non sono stabili, perchè la passione è una fiamma che brucia intensamente, ma anche velocemente e così si rimane scottati. Griffin Dunne ha messo la sua protagonista nella condizione di dare la propria attenzione a una persona affidabile, che sta con i piedi per terra, prevedibile, che può andar bene per tante persone, ma non è detto che lo sia per lei.

Dunne ha voluto dimostrare come un’improvvisa passione travolgente sia in grado di cancellare un buon progetto matrimoniale col la persona migliore del mondo, ma che non è la migliore per l’interessata.
L’intento del regista è stato quello di mostrare l’incontro del tutto casuale con il vero amore, proprio come può accadere nella vita reale, anche se non è frequente.
La figura femminile che Dunne ha tratteggiato è quella di una donna forte e sicura di sé, che ha il pieno controllo della sua vita, fino a quando un tornado emotivo non le porta scompiglio e le fa rivedere la sua visione dell’amore e di cosa la renda veramente felice. Emma si scopre una persona vulnerabile, passionale e istintiva, impara a far emergere lati del proprio carattere che inconsapevolmente aveva represso, per lasciare interamente spazio alla razionalità.

Il film è molto divertente, le disavventure in cui incorre Emma la rendono simpatica e Uma Thurman è riuscita bene a esprimere le sue qualità comiche, dimostrando di avere molti assi nella manica. Colin Firth (Richard), Uma Thurman (Emma) e Jeffrey Dean Morgan(Patrick) creano insieme una sinergia che arriva a uno spettatore divertito e affascinato dai battibecchi tra Richard, Emma e Patrick. Lo spettatore si può rispecchiare nella storia come nei personaggi: a chi non è mai successo di parlare d’amore, di analizzare il proprio rapporto in corso o quello finito, per capirne gli errori o il significato?
Gli attori secondari possiedono il calibro di Sam Shepard e Isabella Rossellini, che sono “la ciliegina sulla torta”, come ha affermato Dunne. Inoltre l’atmosfera, a cui i realizzatori si sono ispirati, voleva essere quella delle commedie anni ’30 e ’40 e la fotografia di William Rexer ci ha messo del suo.
Un marito di troppo è una commedia frizzante, che mette di buon umore e infonde fiducia sulla ricerca del vero amore, che tutti possono trovare… prima o poi. ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

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