Un “destro-sinistro” per mettere ko il Cav.

http://www.ilfuturista.it/images/stories/COMMENTO/berluschiena.jpgVerrebbe voglia di mandare tutto all’aria. Verrebbe voglia di farla davvero finita con le appartenenze geometriche, con la destra e la sinistra.

 

Perché ogni volta che ci si azzarda a utilizzare quelle parole per spiegare il nuovo paesaggio politico e culturale, c’è sempre qualcuno che ti porta inesorabilmente indietro, nella palude vischiosa della politica di ieri, dei vecchi metodi e dei vecchi contenuti. E così la declinazione culturale di una destra possibile e futura diventa solo la scusante per un immobilismo castrante figlio della paura, cugino dell’incertezza, padre e madre di sicure sconfitte. Basta dire destra che il pensiero di troppi corre immediatamente a un nuovo abbraccio con Berlusconi e i berlusconiani. È un evidente riflesso condizionato, dettato da quasi un ventennio trascorso sotto lo stesso tetto politico, a dividersi il potere. Verrebbe voglia di urlare al mondo che destra e sinistra sono parole senza senso, sono strumenti artigianali di alternanza, sono scatole di cartone riempite di volta in volta con ciò che vogliamo consegnare al futuro. Sono luoghi geografici, non corazze che ci portiamo appiccicate sulla pelle. Viene voglia di fuggire in alto e altrove per raccontare altre storie con altre parole. Per costruire un altro futuro, almeno per immaginarselo.

 

Ma poi la politica e la realtà prendono il sopravvento. E allora arriva la voglia di riprendersela, quella parola – destra – con tutto ciò che ancora si porta appresso nell’immaginario collettivo: moralità, etica pubblica, senso dello stato, patriottismo, legalità, laicità, modernità… Viene voglia di liberarla dalla sporcizia berlusconiana, dalle incrostazione di un potere brutto e corrotto, per riconsegnarla, linda e pinta, alle generazioni future. Che poi ne facessero quel che vogliono…

 

Viene voglia di prendersene cura, aggiustarla, restaurarla per riconsegnarla al vivere civile dopo che bande di delinquenti l’hanno utilizzata per i loro porci comodi, svuotandola di tutto, trasformandola in un marchio pubblicitario utile a vendere se stessi. Viene voglia di darle nuova linfa vitale con nuovi sensi, nuovi contenuti, nuove immaginazioni. Per strapparla definitivamente dalle mani di chi l’ha utilizzata senza alcun ritegno, senza alcun decoro, senza alcuna dignità.

 

E l’unico modo per ottenere tutto questo,l’unica via per salvare la funzione pubblica di una parola, di quella parole, è utilizzarla politicamente fino in fondo. E farlo per il bene del proprio paese. Un vero rinascimento del vivere civile dopo l’orda barbarico-berlusconiana può passare solo attraverso una fase costituente gestita da chi crede davvero nella politica come arte del bene comune. Ecco perché serve un patto di ferro tra destra e sinistra che rimetta le cose – e le idee, e le parole – a posto, che cacci dalle istituzioni chi non ha la statura morale per occupare quelle stanze.

 

Ecco perché quel che serve è un innovativo e rivoluzionario “destra-sinistra” in grado di far ripartire il paese in nome di un nuovo patto sociale, di una nuova mitologia fondante, di un nuovo romanzo collettivo. Per ricostruire sulle rovine politiche e morali, non serve la normalità del bipolarismo ma l’eccezionalità della condivisione valoriale. Una laica alleanza destra-sinistra per far compiere, definitivamente, un passo avanti all’Italia verso quella modernità che, nella sostanza, non è mai riuscita a raggiungere. Liberare il paese dalla palude retorica di un bipolarismo malato è l’unico modo per capire davvero cosa siamo e dove vogliamo andare. Per capire cosa è, davvero, la politica. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Filippo Rossi

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