Un bagno di folla per Cristina - di Nando de Angelis

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1384359120.jpgLa Presidenta, Cristina Fernández de Kirchner, torna alla Casa Rosada.

Ad accoglierla, con striscioni, applausi e canti, una folla festante di giovani delle organizzazioni di base peroniste e kirchneriste.

Visti dall’alto sembrano macchie di colori che si muovono al ritmo dei loro inni e dei loro slogan: il Rosso e il Nero del “Movimiento Evita”, il Verde della Corriente de Liberación Nacional “KOLINA”, L’Azzurro de “La Campora”.

“Per dio, come mi siete mancati!” ha urlato Cristina, visibilmente emozionata, affacciandosi al Patio de las Palmeras per salutare la sua gente, “quando ti accadono certe cose, e a me è successo di tutto, si incomincia a guardare gli avvenimenti in modo diverso”, ha aggiunto, “e io voglio, in questo momento tanto particolare della nostra Patria, in un mondo complesso, così diverso e conflittuale, che gli argentini uniscano i loro sforzi”.

Dopo aver evidenziato che la disoccupazione è scesa di nuovo a 6,8 per cento, un risultato storico per il terzo trimestre, ha affermato che il progetto nazionale e popolare ha bisogno di nuova linfa, che va approfondito e migliorato per far sì che sempre più argentini ne siano coinvolti, in maniera tale che nessuno potrà togliere loro ciò che gli spetta di diritto.

“E’ necessario proteggere l'industria nazionale, l’innovazione tecnologica e la formazione per creare valore aggiunto”, ha detto il Capo dello Stato, riferendosi anche al ruolo del governo nel difendere la sovranità nazionale e in particolare al caso di YPF, espropriato alla compagnia petrolifera spagnola Repsol.

"L'obiettivo è quello di recuperare la sovranità energetica", ha continuato, affermando che c’è bisogno di evitare l’isolamento internazionale e lasciare aperta la porta all’arrivo di investimenti esteri nel settore energetico: “Non abbiamo nessun pregiudizio in proposito”, chiara l'allusione alle aspre critiche degli accordi con Chevron, “ma accetteremo le proposte di associare partner esteri alle condizioni più favorevoli par il nostro Paese”.

Si è rivolta anche all’opposizione, esortandola a mettere fine ai toni aggressivi, ai proclami che solo servono per i titoli a effetto sui quotidiani e a confrontarsi costruttivamente su idee, programmi e modalità di attuazione.

Poi Cristina si è recata al Patio de Los Patriotas Latinoamericanos e a quelli del Aljibe e Malvinas Argentinas, anche qui una festa di canti e di colori, con il Giallo delle bandiere del Movimiento de Unidad Popular, il Rosso di quelle del Partido Comunista e l’Azzurro del Nuevo Encuentro.

La Presidenta, dopo aver sottolineato che tra le prime questioni che sono all’ordine del giorno del rinnovato esecutivo ci sono quelle della situazione di Aerolíneas Argentinas e del lavoro sui treni di Ferrocarriles Argentinos e prima di ritirarsi nel suo ufficio con i suoi più stretti collaboratori, si è lasciata coinvolgere nell’atmosfera di entusiasmo, cantando e ballando ai cori dei militanti.

 

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