UGGETTI, GUERINI, IL BUSINESS PARK E I CARRARMATI DI LATTA - DI EMANUELE MAFFI

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BIO-AND-FOOD-PARK.jpgL'Italia fascista e Mussoliniana, desiderosa di un posto al sole ma con le pezze al culo, non avendo carrarmati veri alle sfilate faceva girare in tondo quei pochi che c'erano per creare un'illusione puramente ottica di potenza ed al fronte piazzava mezzi di latta; la Lodi politica contemporanea, per giustificare quella che si annuncia come una insensata, e speculativa, devastazione del territorio, ipotizza liste di aziende smaniose di insediarsi in quello che dovrebbe diventare il Business Park. E attribuisce a quei cattivoni miopi degli ambientalisti la responsabilità che questo irrefrenabile desiderio di insediarsi nel Lodigiano e portare benessere e occupazione non sia diventato realtà. Peccato che, nonostante queste liste da molti anni a questa parte siano state chieste molte volte, in incontri pubblici e non, e qualche volta perfino da membri della stessa maggioranza, di nomi di aziende non ne sia mai uscito nemmeno uno ed ai molti dubbi sul Business Park non sia mai stata data una risposta ragionevole (riporto sotto le domande che sette anni fa ponevano, pubblicamente, "Laboratorio per la città" e "Confederazione Agricoltori"). 
Non so se siamo dalle parti dei carrarmati di latta o da quelle del gioco delle tre tavolette, ma so che gli stessi che hanno costruito un Ente fieristico inutile e fanno finta di ignorare che il Lodigiano è pieno di aree dismesse da utilizzare in via prioritaria, se non fosse stato per gli ambientalisti avrebbero probabilmente già buttato fior di soldi pubblici in un altro progetto fallimentare e rovinato, per sempre, un altro pezzo di territorio. Forse parlare di "Fanfullino d'oro" è esagerato, ma probabilmente un grazie, accompagnato da una sana autocritica e da una cancellazione del progetto ci starebbe bene

BUSINESS PARK: UNO SPRECO DI TERRENO AGRICOLO? 
Dieci domande ai nostri amministratori

Il Piano di Coordinamento Territoriale, varato dalla Provincia di Lodi della Provincia di Lodi, attribuisce grande importanza, nelle sue dichiarazioni di principio, alla salvaguardia e alla valorizzazione della vocazione agricola del territorio provinciale. Vanno certamente in questa direzione le iniziative che collegano le attività di ricerca svolte dal Parco Scientifico Tecnologico, dall’Università e dagli Istituti del CRA presenti in ambito lodigiano con le attività produttive del settore primario e con quelle ad esso connesse.
In tale direzione, stando alle dichiarazioni degli enti coinvolti, dovrebbero andare anche le funzioni svolte dall’ipotizzato Parco Industriale (Business Park). Si tratta di un’area che dovrebbe essere destinata all’insediamento di imprese del settore biotecnologico e agro-alimentare che dovrebbero sorgere anche in rapporto, nonché essere favorite, dalle attività svolte nel Parco Scientifico tecnologico. Un obbiettivo, quello della nascita di nuove imprese in questo settore, condivisibile e che potrebbe effettivamente contribuire a valorizzare l’agricoltura del territorio.

La perplessità nasce quando viene indicata la localizzazione e la dimensione dell’insediamento: 360.000 mq in località Villa Igea, su terreni di proprietà pubblica.
A questo proposito, anche a partire dalle legittime perplessità e osservazioni espresse dal Vice preside dell’Istituto professionale per l’Agricoltura che utilizza attualmente quei terreni, vorremmo porre al Sindaco di Lodi e al presidente della Provincia (Enti coinvolti nella realizzazione del progetto) alcune domande:

1)Nel PCTP si parla di un insediamento “nelle adiacenze del Parco Scientifico Tecnologico”. Ma Villa Igea dista alcuni km, non è certo adiacente, non è ipotizzabile che le strutture siano collegate da percorsi pedonali. Ma allora perché l’uso non casuale di questo aggettivo in un documento ufficiale quale l’accordo di programma in via di preparazione, che cosa significa? 
2)Le comunicazioni fra centri di ricerca, aziende, enti, (ed anche privati cittadini) si svolgono normalmente per via informatica. Quale è, a questo punto, l’importanza di una localizzazione come quella indicata?
3)Se uno degli obiettivi espliciti del PCTP e, più in generale, delle scelte di programma portate avanti dalle attuali dirigenze politiche del nostro comune e della nostra provincia è quello della salvaguardia dell’agricoltura, come si concilia con la perdita di utilizzo agricolo di ben 36 ettari di terreno coltivato (la superficie di una media azienda), in una zona del tutto agricola?
4)Stante la presenza nel territorio del comune di Lodi, ed in territori confinanti, di aree dismesse e di terreni già destinati all’urbanizzazione ( di un polo insediativo come quello di S.Grato, o di spazi inutilizzati presenti nelle reali adiacenze dell’insediamento universitario e del Parco Tecnologico, ad esempio), perché non utilizzare queste risorse?
5)Da diversi esponenti delle Istituzioni viene accennato all’interesse di aziende che vorrebbero insediarsi nel Parco Industriale. Non sarebbe opportuno fare un discorso più esplicito, fornendo informazioni anche ai cittadini (che pagano le tasse con cui si realizzano questi tipi di progetti) e alle loro presenze organizzate nella società civile, per evitare che un progetto di questo tipo si traduca in un semplice investimento immobiliare?
6)Nella zona è attualmente insediato l’Istituto Professionale che prepara studenti nel campo agricolo ed agroalimentare; questa scuola è dotata di una azienda agricola che viene utilizzata per le esercitazioni di campo (non si può studiare l’agricoltura solo sui libri o nei laboratori). Se i terreni venissero destinati all’urbanizzazione, che fine farebbe la scuola? Ha senso utilizzare quei terreni ad altri fini per essere poi costretti, come ha dichiarato il Vice-presidente della Provincia di Lodi, “…a trovare aree agricole alternative a quelle sottratte”?
7)La ricerca scientifica e la sperimentazione sono fondamentali, ed in agricoltura siamo spesso carenti, soprattutto in questo periodo di crisi. L’utilizzo di parte di questi terreni pubblici per sperimentazione, con la collaborazione degli Istituti del CRA, affiancata all’attività didattica della scuola, potrebbe essere un’occasione irripetibile per il Lodigiano. Non potrebbe essere questa una scelta qualificante per le nostre Amministrazioni, che favorisce lo sviluppo, senza distruggere una risorsa irriproducibile?
8)All’esterno della tangenziale di Lodi ci sono già l’insediamento di S.Grato e quello dell’Università – Parco Tecnologico. Se si realizzasse anche quello di Villa Igea, come sarà poi possibile, date l’attuale legislazione, frenare gli appetiti immobiliari, che stanno spingendo per l’edificazione di tutta la fascia esterna della tangenziale?
9)Il terreno agricolo è una risorsa irriproducibile. La sua distruzione può valere la pena solo a fronte della costruzione di un altro bene veramente importante per la comunità. Non sembra questo il caso dell’edificazione del Parco Industriale a Villa Igea, o ci sono altri aspetti che non conosciamo?
10) L’accordo di programma attualmente in preparazione, se firmato, varierà la destinazione urbanistica dell’area che da agricola (quindi inedificabile) si trasformerà in zona destinata ad ospitare imprese e servizi (quindi edificabile). Lo stesso accordo di programma prevede uno stanziamento di 90.000 euro per studi, da attuarsi successivamente, atti a verificare l’impatto ambientale dell’insediamento e la sua fattibilità di tipo tecnico ed economico. Il paradosso è che la destinazione verrà variata anche se gli studi successivamente dicessero che quell’area per problemi di tipo ambientale od economico non è adatta allo scopo che si prevede. Non è il caso di realizzare gli studi di impatto prima e mutare la destinazione dell’area solo quando gli studi dimostrano la fattibilità del progetto?

In conclusione vorremmo chiedere ai nostri amministratori: non sarebbe il caso di affrontare pubblicamente questa questione? Non è opportuno che scelte come questa, di grande importanza urbanistica, vengano affrontate anche con i cittadini? 

Laboratorio per la città
Confederazione Italiana Agricoltori - Lodi

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