" Tremonti, tanto per dire " di Carlo Musilli

http://www.altrenotizie.org/images/stories/2011-5/tremonti.jpgNon chiamatela gaffe, è stata una frecciata. Tutto si può dire di Giulio Tremonti, meno che sia un uomo del tutto sprovveduto, almeno politicamente. Al termine dell'Ecofin, il summit che riunisce i ministri economici dei paesi Ue, il numero uno di via XX Settembre ha dovuto rispondere a una domanda precisa: per quale ragione, secondo lei, i titoli di Stato spagnoli sono considerati dai mercati meno rischiosi di quelli italiani? Risposta: "Dipende anche dall'annuncio di nuove elezioni, che di per sé rappresenta una prospettiva di cambiamento per la Spagna e quindi un'apertura al futuro". Putiferio in sala stampa. Finalmente un temerario chiede lumi: "Non sarà quindi il caso di seguire la stessa strada anche in Italia?". Tremonti sorride: "Ho detto così, per dire".

 

Di lì a poco anche il portavoce del ministro si affanna a chiarire, con l'immancabile citazione dotta: "Cuius regio eius religio! Quando parla con la stampa all'estero il ministro Tremonti evita temi italiani. Il riferimento agli spread spagnoli era ed è di conseguenza esclusivamente relativo alla Spagna, non all'Italia". Peccato che, nel resto della conferenza, il superministro di "temi italiani" abbia parlato eccome: dai conti pubblici rabberciati alla crescita che non c'è, dalle pensioni all'occupazione.

 

Insomma, ascoltando quell'ultima frase il collegamento era scontato. Tremonti sapeva benissimo quale reazione avrebbe provocato. In sala stampa, ma soprattutto a Palazzo Chigi, dove il messaggio è arrivato chiaro e tondo. Nessuno pensa che il superministro avrà il coraggio di arrivare autonomamente allo strappo. Sta cercando una scusa, un pretesto minimamente valido per abbandonare la casa in fiamme. L'uscita di ieri, probabilmente, serviva solo a far sentire la propria voce minacciosa, a tenere alta la temperatura. Il vero campo di battaglia, comunque, resta la nomina del governatore di Bankitalia.

 

Anche perché la frase incriminata di ieri, a pensarci bene, è un'ovvietà assoluta. Non ci sono dubbi: la Spagna ha beneficiato del passo indietro di Zapatero, che da tempo ha convocato elezioni anticipate senza ripresentare la propria candidatura. Una vera banalità, ma il punto è che non doveva uscire dalla bocca di un rappresentante del Governo Berlusconi. Da settimane il Cavaliere continua a ripetere il ritornello-barzelletta sulla maggioranza forte e solida che ha salvato il Paese da una fine ingloriosa stile Grecia.

 

Purtroppo, all'infuori di Arcore, nessuno sembra d'accordo col premier su questo punto. Nelle motivazioni del downgrade con cui due settimane fa ha colpito il nostro Paese, l'agenzia di rating Standard & Poor's parlava della "fragilità del governo, che limita la capacità di rispondere alla sfide economiche interne ed internazionali''. Ma forse, anche loro dicevano così, tanto per dire. ( Fonte: www.altrenotizie.org)

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