Tra seduzione e virilità il lato oscuro della leadership

A Roma il clima è quello che si respira quando si avvia il disfacimento dell'impero. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha più la maggioranza sicura in Parlamento, perché è stato abbandonato dai sostenitori di Gianfranco Fini, che con lui aveva fondato il Popolo della libertà e vinto le ultime elezioni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha bocciato il Lodo Alfano, nuova legge costituzionale che lo renderebbe improcessabile e lo salverebbe da qualunque accusa. I sondaggi dicono che il gradimento di Silvio è in calo. E ora, come se non bastasse, Berlusconi è investito da un nuovo scandalo: una ragazza minorenne, Ruby, sostiene di aver passato alcune serate con lui nella villa di Arcore. Racconta di cene, di feste, di ospiti famosi, politici, giornalisti. Descrive con dovizia di particolari il rito sessuale del "bunga-bunga" che si celebra a fine serata, con decine di ragazze nude attorno al premier. Si vanta di aver ricevuto 30 mila euro, forse più, in regalo. Poi ridimensiona, smentisce, aggiusta.

I magistrati procedono cautissimi perché sanno che la ragazza è difficile, che la storia è scivolosa, che potrebbe essere una trappola, un tentativo di ricatto, un imbroglio. Ma quel che resta impresso nella mente, dopo tanti racconti e tante polemiche, è l'immagine di un uomo politico in declino, o almeno in gravi difficoltà. Lo ribadisce il giudizio di Famiglia cristiana: "Silvio Berlusconi è malato e incontrollabile", scrive il settimanale cattolico italiano. "È incredibile che Berlusconi non disponga del necessario autocontrollo", vittima com'è di "uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile, anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro".

Lui contrattacca: "Amo le donne", "faccio una vita terribile con sforzi disumani. Lavoro fino alle 2 e mezzo di notte... Quindi se ogni tanto sento il bisogno di una serata distensiva come terapia mentale per pulire il cervello da tutte le preoccupazioni, nessuno alla mia età mi farà cambiare stile di vita, del quale vado orgoglioso". La minorenne Ruby? "Sono una persona di buon cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ha bisogno di aiuto".

Così il presidente del Consiglio si è esposto chiamando direttamente al telefono, la notte del 27 maggio scorso, i dirigenti della questura di Milano, dove era appena arrivata Ruby, fermata dalla polizia per un furto. "Lasciatela andare, è la nipote del presidente egiziano Mubarak", ordina Berlusconi. Ma Ruby, che in realtà si chiama Karima El Mahroug, è marocchina, non egiziana. È minorenne. È senza documenti. È in fuga da una comunità dove era stata inviata dal tribunale dei minori. I funzionari di polizia, dopo qualche ora, la lasciano andare e l'affidano, come richiesto dal presidente, alla consigliera regionale Nicole Minetti, ex ballerina delle tv berlusconiane, ex igienista dentale di Berlusconi, che l'ha fatta poi eleggere nel Consiglio regionale della Lombardia.

Nicole Minetti accompagna Ruby fuori dalla questura e l'affida alle cure di una brasiliana, Michele, professione escort, che la porta a casa sua. "Ho chiamato per dare un aiuto a una ragazza in difficoltà", ha spiegato il presidente. Ma davvero un'escort è un aiuto? Davvero è meglio di una casa famiglia o di una comunità protetta?

Gli esponenti del partito di Berlusconi fanno barriera: è ripartito – denunciano – l'attacco dei giudici per ribaltare il risultato elettorale, si è di nuovo messa in moto la macchina del fango. E certo la ragazza, minorenne fino al 1 novembre, giorno del suo diciottesimo compleanno, non è il più attendibile dei testimoni. Si è più volte contraddetta, ha raccontato cose inverosimili. Negli ultimi giorni ha smentito i suoi racconti precedenti, li ha addomesticati. Ora sostiene di essere andata ad Arcore una volta sola e non tre, di non avere mai fatto sesso, di non avere spiegato di essere minorenne. Silvio è solo "un conoscente", che l'ha aiutata. E lei e una ragazza scappata di casa a 14 anni perché maltrattata dal padre e perché voleva lasciare la religione islamica per farsi cristiana. Ora vuole mettersi sulla retta via e diventare carabiniere.

La nuova versione sembra più incredibile delle precedenti. Ma saranno i magistrati di Milano a discernere il vero dal falso, in un'inchiesta in cui sono rimbalzati anche i nomi di personaggi notissimi come Lele Mora, il manager delle star, ed Emilio Fede, il direttore del Tg4 vicinissimo a Berlusconi.
"Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica", come disse, nella primavera del 2009, Veronica Lario, che ora ha in corso una causa di separazione con il premier.

Berlusconi non è indagato, ma è comunque già sceso in campo anche il suo avvocato, il parlamentare Niccolò Ghedini, che ha avviato "indagini difensive" sulla vicenda: sta interrogando decine di ragazze che negli ultimi mesi sono state ospiti, come Ruby, alle feste di Arcore e tante altre persone coinvolte nella vicenda. Non senza polemiche: perché c'è chi sostiene che interrogare persone prima che vengano chiamate dalla pubblica accusa possa di fatto inquinare le prove, "formattando" i testimoni su una versione dei fatti conveniente alla difesa. Ghedini ribadisce di aver agito secondo il codice, con assoluta correttezza.

Ora la parola passa ai giudici di Milano, mentre a Roma perfino il fedelissimo alleato Umberto Bossi comincia a mostrare qualche segno di inquietudine nei confronti del Silvio re del "bunga-bunga". ( Fonte: www.caffe.c)

Autore: Gianni Barbacetto

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