" Tra inni al tumore e deliri consumistici, l’Occidente getta la maschera" di Filippo Bovo

http://www.statopotenza.eu/cms/wp-content/uploads/2011/12/dcd-flyer-1-211x300.jpgE’ difficile pensare che possa esistere un “complotto medico” o “scientifico” contro i presidenti progressisti dell’America Latina, attuato a suon di tumori provocati a distanza. Per molti di noi tale tesi, oltre che spaventosa, è soprattutto fantascientifica (pur essendo certi del fatto che, se davvero dovesse esistere una tecnologia del genere, allora coloro che hanno assassinato Saddam e Gheddafi e che aspirano a fare altrettanto con Assad ed Ahmadinejad non esiterebbero a ricorrervi abbondantemente). Ma è proprio ciò che s’è domandato il leader venezuelano Hugo Chavez, nel venire a sapere che anche alla presidenta argentina Cristina fernandez de Kirchner è stato diagnosticato un tumore per il quale verrà operata il prossimo 4 gennaio. Nel suo caso si tratterebbe di un carcinoma situato nel lobo destro della tiroide e scoperto in occasione di una visita di routine lo scorso 22 dicembre, dunque a pochi giorni dalla sua trionfale rielezione. Una patologia sempre più comune, come tutte quelle tiroidee, per fortuna facilmente curabile.
Chavez, commentando tale notizia alla radio, pur precisando di non accusare nessuno in particolare, s’è chiesto: “Se avessero sviluppato questa tecnologia senza dirlo a nessuno, sarebbe così sorprendente?”, e poi ha ribadito: “È molto strano che sia successo a Fernando Lugo, a Dilma Roussef quando era candidata, meno male che lo superò, però aveva messo a rischio la sua candidatura alla presidenza perchè Lula non poteva essere eletto un’altra volta; dopo ci sono io mentre sto per entrare in un anno elettorale, poco dopo Lula e ora Cristina. È un pò difficile da spiegare, anche usando la legge delle probabilità”.
Sì, è vero: non esistono prove, ma ci sono fin troppe coincidenze. A venir colpiti da tumore prima della loro elezione sono stati il presidente del Brasile Dilma Rousseff e quello dell’Uruguay Pepe Mujica. Quindi a giugno è toccato a Chavez, a luglio al presidente paraguyano Fernando Lugo e ad ottobre all’ex presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva. A queste gravi malattie, che possono anche determinare il rischio di recidive per tutta la vita, si deve aggiungere la morte prematura del marito di Cristina Fernandez, Nestor Kirchner, stroncato da un infarto ad ottobre del 2010. Decisamente un quadro a tinte fosche per un continente come quello latinoamericano che ormai da più di un decennio lotta per uscire dal cono d’ombra del neoliberismo economico e del dominio militare e politico statunitense frutto della Dottrina Monroe.
E non mancano neppure illustri precedenti storici come la morte, sempre a causa di un tumore, di Evita Peron nel 1952. A quel tempo i peggiori elementi conservatori del paese intonarono, per le strade di Buenos Aires, il macabro grido di “Viva il cancro!” e lo ribadirono scrivendolo anche sui muri. Un comportamento che ci ricorda quello degli “esuli” della fondazione cubano – americana in Florida, vecchi sodali e familiari dei signorotti del regime di Batista, che andavano a stappare lo champagne per le strade di Miami ogni qual volta giungeva la notizia (poi sempre fortunatamente smentita, con loro grandissima delusione) della morte di Fidel Castro Ruiz. Attenzione, però: tanto nel primo come nel secondo caso a gioire non sono stati soltanto gli argentini ed i cubani “destrorsi”. Noi che viviamo in Europa lo dovremmo sapere ababastanza bene.
Dunque, se non possiamo sapere se in Occidente siano state sviluppate tecnologie in grado di far ammalare di tumore una persona, possiamo però stabilire con certezza come, in quello stesso Occidente, si tifi e s’applauda a che tali tumori facciano fino in fondo il loro dovere, in modo da compromettere ed addirittura spegnere l’esperienza del Socialismo del XXI Secolo. Basta che colpiscano le persone giuste, ovvero Chavez, Lula, Lugo, Fernandez da Kirchner, Mujica o Rousseff, ma se invece i destinatari, malauguratamente, sono alleati di ferro come l’emiro del Qatar Hamid bin Khalifa o il premier turco Erdogan, allora si rivolgono loro i più calorosi auguri di pronta guarigione. Tutta la civiltà e la “superiorità” umanitaria, democratica e liberale delle mature e progredite democrazie occidentali si riduce nell’augurio di una tempestiva morte per tumore a quei capi di Stato latinoamericani che hanno la colpa di aver voluto sottrarre (nientemeno!) i propri Paesi ed il proprio continente alle speculazioni necoloniali del grande capitale internazionale d’impronta atlantica.
Del resto, non abbiamo forse riscontrato, da parte dell’Occidente, lo stesso atteggiamento anche di fronte alla morte di Kim Jong Il? Negli Stati Uniti o in Corea del Sud una vittoria alle Olimpiadi non avrebbe fruttato neanche un decimo di tutto quell’entusiasmo. Notevoli, poi, le ironie dei telegiornali di casa nostra di fronte alla disperazione generale della popolazione nordcoreana per la morte del proprio leader, come se certe cose potessero avvenire solo nei Paesi “retti da dittatura” e pertanto non baciati dalla “superiore cultura politica occidentale” (immediate pertanto le allusioni anche ai funerali di Stalin, di Khomeini o di Tito: tutti partecipatissimi, a differenza di quelli dei politici nostrani). Sono notevoli, queste ironie, perchè dimostrano come fra gli intellettuali e i dirigenti occidentali alla capacità di vedere la pagliuzza nell’occhio altrui non corrisponda mai quella d’accorgersi del trave presente nel proprio. Infatti, proprio pochi giorni fa, in contemporanea alla morte del leader nordcoreano, molti newyorkesi trascorrevano un’intera notte all’aperto, con temperature eufemisticamente invernali, solo per essere tra i primi ad aggiudicarsi le scarpe Nike di ultima generazione. Davvero i nostri telegiornali, opinionisti, intellettuali e fustigatori di costume non sentono il bisogno di prodursi in alcuna ironia su tale episodio, tutt’altro che edificante? E che dire di altri “consumatori” (non più “cittadini”, ormai, nella società dei consumi, ma solo “consumatori”) che hanno passato tante altre innumerevoli notti all’addiaccio solo per comprarsi dei cellulari o degli ammennicoli Apple la cui principale caratteristica è d’essere venduti a prezzi esorbitanti pur essendo costati ai loro produttori solo pochi cents al pezzo?
La storia di Roma c’insegna che il declino morale e culturale è stato sempre propedeutico a quello politico e militare. Ciò che sta avvenendo all’Occidente atlantico oggigiorno ne è l’ulteriore riprova, conferma e dimostrazione.
Fonte: statopotenza

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