" Tra fallimenti, corrotti e finanza di che credibilità parla il governo?" di Eugenio Balsamo

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica4/berlusconi-corna_200_200.jpgChe confusione, il momento non è per nulla facile. Molti italiani sono portati a commentare così l’attuale congiuntura del paese, dal punto di visto economico e da quello politico. In presenza di rischi di speculazione e della necessità di mostrarsi solidi agli occhi dei mercati, in un paese normale, politicamente maturo cioè, l’opposizione non farebbe mancare il suo sostegno a scelte difficili ma necessarie prese dall’esecutivo. Un po’ quello che sta chiedendo Barack Obama ai repubblicani per evitare il default tecnico.

 

Tutto per il bene del paese e della sua immagine all’estero. In Italia, però, ci chiediamo se questo schema, di maturità ripetiamo, sia completamente applicabile.

 

Non va sottaciuta una certa disponibilità delle opposizioni a collaborare per rendere meno iniqua la manovra finanziaria pensata da Giulio Tremonti con Berlusconi e Lega. Il che avrebbe dovuto almeno portare a una pubblica presa di coscienza dell’esecutivo e concludere che, in fondo, al di là della barricata non ci sono mostri né detrattori a prescindere. Insomma c’è chi, al di fuori della maggioranza di governo, ritiene che la faccia del paese valga più di ogni altra rissa interna. È una questione di credibilità, insomma. Ma quanta ce n’è?

 

Dalla maggioranza arriva l’invito costante a non tentare di demolire il sistema perché «è in gioco la credibilità dell’Italia nello scenario internazionale», includendo anche quello finanziario. Un suggerimento che, illustrato così, non passa perché nessuno può pensare che il mondo valuti la credibilità del paese solo su questo specifico argomento. È quindi la credibilità interna allo stesso sistema che rileva. E su questo, è doveroso dirlo, facciamo acqua. Il quadro è noto, dentro e fuori il paese. Affermare la necessità di fare quadrato è riduttivo: gli analisti finanziari guardano prima d’ogni cosa al dato politico perché è la base necessaria in ogni paese che si consideri normale.

Il giusto barometro è l’umore popolare. Uno strumento di parte, eccepirebbe qualcuno, dimenticando che lo stato d’animo dell’opinione pubblica è il principale piano di valutazione. Perché è questa che ascolta, valuta e trasforma in voti, cioè in giudizi di assoluzione o condanna. Una condanna che è evidente a tutti, che non sfugge a chi, tardivamente, si lancia in iniziative di riconquista della cittadinanza. Tardivamente rispetto ai doveri politici e costituzionali di una classe dirigente quanto rispetto al desiderio di far cambiare idea ai delusi, scontenti e inviperiti. Mezzo governo e buona parte delle Camere è alle prese con la magistratura. Sorvolare anche questo per la riconquista della credibilità dell’Italia nel mondo? ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog