Tosi come Fini: al via le purghe leghiste?

http://www.veja.it/wp-content/uploads/2010/11/tosi01g.jpgÈ una Lega nord molto cambiata quella dell’ultimo scorcio di maggioranza. L’argomento politico degli ultimi tempi è lo scollamento tra la dirigenza del Carroccio e quella base delusa dalle incomprensibili scelte, prima tra tutte la decisione di salvare parlamentari e ministri gravati da sospetti anche gravissimi lontana anni luce da cappi, slogan antimafia e anti meridionali, bevanda energetica di sempre ai raduni “verdi”. Ma c’è qualcosa che finora era stata percepita solo tra gli addetti ai lavori e che ora riesce a raggiungere anche i meno qualificati.

La Lega nord dell’ultima ora l’ha descritta bene qualche militante il cui disappunto è stato intercettato dai media: è un partito ormai comodamente borghese e romano. Già, le bellezze della città eterna e il confort dei suoi palazzi di potere hanno conquistato quegli strani politici che scesero al centro in carroccio. E a questo mutamento del costume ha contribuito inevitabilmente l’essere stati nominati colonna portante della coalizione guidata da un uomo particolare. Lo stesso che sembra aver contaminato il partito nordista al punto da spingerlo ad adottare la sua stessa linea nella gestione del partito.

Perché ciò che si nota della Lega è il desiderio di imporre quel pensiero unico nelle dichiarazioni come nei lavori parlamentari e nei consessi periferici che rischia di dividere il partito. Lo spiega bene il sindaco di Macherio in una lettera inviata al Corriere della sera in cui parla apertamente di «bocconi amari» da mandare giù. Ma c’è un sindaco più noto, esponente più autorevole del Carroccio che sta rischiando di pagare per il suo non ortodosso allineamento alle direttive della segreteria nazionale.

Sicuramente tra i sindaci con un gradimento tra i più alti in Italia, Flavio Tosi è un uomo ribelle, secondo i vertici della Lega. Da tenere quindi sotto stretta osservazione. Lo si è visto spesso in tv esprimere la sua contrarietà a decisioni prese dal governo formato anche dal suo partito. Prima tra tutti l’idea di una patrimoniale. Tosi si è sempre detto favorevole a chiedere un sacrificio a chi più può, deragliando in tal modo dai binari tracciati dall’asse Pdl-Lega. Tant’è che da diverse settimane si parla di una possibile estromissione del primo cittadino di Verona dal suo partito. Le ragioni le ha spiegate lo stesso Corriere con un articolo di Marco Cremonesi che descrive un documento col quale il consiglio federale leghista ha deliberato il bavaglio agli amministratori leghisti negli enti locali. Parla solo il centro del potere leghista, questo il senso di un atto interno che ha la presunzione di decidere chi, di volta in volta, è autorizzato a parlare impegnando il nome del partito. Cose d’altri tempi e altri sistemi politici? No, se si pensa alle vicende che hanno portato alla nascita di Futuro e libertà. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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