Toscana / Pd: l’ora del ricambio. Generazionale

I congressi del Pd toscano si avviano verso la conclusione. Eletti molti giovani nelle federazioni metropolitane, anche se in diversi casi non c’è stata competizione, perché la candidatura era unica, come in quella dell’Empolese Valdelsa (nuova segretaria Brenda Barnini, 29 anni), Piombino (Valerio Fabiani, 26 anni) Lucca (Patrizio Andreuccetti, 27 anni) Grosseto, (Barbara Pinzuti, 34 anni), Pisa (Francesco Nocchi, 34 anni) e Livorno (Filippo Di Rocca, 36 anni).

 

Altrove però la gara è stata combattuta, come a Firenze, dove Patrizio Mecacci (26 anni) ha vinto raccogliendo 3.745 voti e 236 delegati nell’assemblea provinciale (65,92 per cento), mentre il suo avversario, il segretario uscente Simone Naldoni, si è fermato a 1.930 voti e 122 delegati (34,08). «Questa stagione congressuale ha messo in evidenza una nuova generazione in tutta la Toscana: sarà un piacere poter parlare con loro su come ricostruire i luoghi della nostra discussione e dare continuità alla stessa. Il Pd riparte da questi giovani», dice Mecacci di ritorno da Roma dove ha partecipato a un incontro con il segretario Pier Luigi Bersani. «Voglio iniziare con una grande inchiesta sul lavoro, dipendente e precario, facendo un giro nelle realtà locali per uscire da un dibattito anche autoreferenziale. Non di sola Cittadella viola vive l’uomo», aggiunge il 26enne neosegretario, che come prima cosa andrà a trovare l’imprenditrice cinese di Campi Bisenzio Sara Lin che è stata eletta nell’assemblea provinciale nella sua lista.

 

Mecacci e la segretaria cittadina Lorenza Giani hanno ricevuto ieri la telefonata di congratulazioni di Renzi. «Nessuno li tirerà per la giacchetta— dice Renzi— siano liberi di fare ciò che credono. Hanno vinto loro, le squadre che li hanno sostenuti, io non c’entro nulla; prendo atto che i tentativo di raccontare un partito contro Renzi è fallito. E penso che su questo si possa tornare a ragionare in primis con Andrea Barducci, e poi con tutti gli altri». A Prato invece Ilaria Bugetti, 37 anni, ha battuto l’ex assessore della giunta Romagnoli, Stefano Ciuffo, appoggiato dai parlamentari Andrea Lulli e Antonello Giacomelli (che in un circolo dove votano gli operatori della sanità, e dove la sera stessa era andato a presentare la mozione congressuale del suo candidato, ha perso 35 a zero; vedi alla voce caduta degli dèi). A Pistoia vince un altro giovane: Marco Niccolai, 28 anni, che ha battuto con 1.510 voti (57 per cento) Simona Laing, candidata sostenuta dal vicepresidente del Senato Vannino Chiti, che si è fermata a 1.140 voti. «Sono tutti ragazzi che conosco bene», dice orgoglioso il segretario regionale Andrea Manciulli, «che ho visto crescere; sono molto bravi e sono l’esempio di come in Toscana il rinnovamento si fa», con i fatti insomma non solo a parole. A Firenze città invece Lorenza Giani ha vinto con il 57,99 per cento dei voti (1.035 voti) conquistando 98 delegati all’assemblea cittadina. A seguire Francesco Piccione (395 voti, 22,49 per cento, 38 delegati) e Giacomo Trallori (347 voti, 19,53, 33 delegati). Scoppia però la polemica sulla partecipazione fiorentina: «Al termine del I Congresso del Pd di Firenze — dice Piccione — resta il rammarico per la modesta partecipazione degli iscritti, che riduce il valore della consultazione».

 

«Ha votato solo il 10-20 per cento in più rispetto all’ultimo congresso della Margherita — osserva l’ex segretario del Pd Giacomo Billi— dove andarono a votare 1.600 iscritti su 3.200 aventi diritto. E su questo dato dovremmo tutti riflettere. Non mi sembra questo un congresso che ha scaldato i cuori delle persone». Giovanni Di Fede, presidente del comitato dei garanti, contesta però la valutazione di Billi. A Firenze hanno partecipato circa 1.800 iscritti su 4.123 aventi diritto al voto, cioè il 42,25 per cento (al congresso metropolitano invece ha hanno votato 5.675 persone su 11.861, pari al 45,69 per cento). «Invito serenamente Giacomo a fare una valutazione: siamo in un altro mondo, quello che lui dice ci può servire a fini statistici ma non a fare una valutazione politica», dice Di Fede. ( Fonte:http://corrierefiorentino.corriere.it)

Autore: David Allegranti

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