Toc toc... Chi è? La Serenissima

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Il Veneto vuole il ritorno alla Repubblica Serenissima. Il referendum-sondaggio digitale (ma anche con firma diretta dei cittadini in varie urne messe a disposizione dei Comuni) sull’indipendenza veneta, nonostante l’iniziale rimozione dalle notizie rese note dai media omologati nazionali (tutti presi a stracciarsi le vesti, genuflessi a Washington e Bruxelles, sull’ “illegale” referendum pro-russo in Crimea), ha visto al termine della consultazione, il 21 marzo, superata la soglia di oltre 2 milioni di elettori (il 54% ed oltre dei cittadini veneti con diritto di voto) che hanno palesemente scelto il sì all’indipendenza del Veneto. Le procedure di controllo digitale hanno anche permesso di scomputare oltre 3000 voti indicati come “abusi” e più di altri 1300 sono stati sospesi dal conteggio per “verifica”. Il comitato referendario www.plebiscito.eu sta in queste ore raccogliendo messaggi di sostegno di entusiasmo. Al referendum si è giunti ricordando che la regione – o “nazione della Repubblica Serenissima” – è fortemente penalizzata dallo Stato centrale italiano che incassa oltre 70 miliardi di tasse l’anno dai veneti e ne restituisce, malamente, cinquanta, una detrazione che, in tempi di crisi come gli attuali, viene giudicata una rapina dai cittadini. In queste ore stanno arrivando al comitato referendario Plebiscito.eu messaggi di sostegno e di entusiasmo da tutto il Veneto e non solo. Nei fatti, in Veneto sta trionfando un forte desiderio di indipendenza. Non a caso quella è stata la “patria” delle prime leghe indipendentiste (la Liga Veneta, i Serenissimi ed altri). è l’unica soluzione per liberarsi dal peggiore mostro burocratico del mondo occidentale. La bestia sanguinolenta dello stato italiano è odiata da tutti i suoi sudditi in ogni dove.” “Metteremo a disposizione la piattaforma di voto digitale e il know-how strategico acquisito anche a tutte le altre regioni che la vorranno utilizzare, per realizzare referendum di indipendenza delle proprie regioni, attraverso l’indizione da parte di comitati referendari apartitici e trasversali che dovessero nascere. La rivoluzione digitale è in atto e nessuno la può fermare, perché la volontà del Popolo è legge.” A consultazione conclusa, a Treviso, in piazza dei Signori, con la scontata vittoria del “sì (d’altra parte è evidente che chi si è sobbarcato l’onere e l’onore di votare lo ha fatto certo per questo), viene dunque proclamata l’indipendenza del Veneto. Poiché si è trattato tuttavia di una votazione-sondaggio non contemplata dalle leggi della Repubblica Italiana, la prossima tappa – quella sì ufficialmente costitutiva di una possibile indipendenza – è la convocazione di un referendum consultivo ad hoc entro l’autunno, una proposta attualmente già in discussione in Regione Veneto e anche questa sostenuta anche dalla Lega Nord. E’ di tutta evidenza che la massiccia partecipazione veneta al referendum “digitale” già vinto dagli indipendentisti, è di per sé un notevole volano alla convocazione di questo referendum formale sul ripristino della “sovranità veneta”. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23182#sthash.FssDXYWn.dpuf

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