" The Town". La recensione

Ben Affleck torna dietro la macchina da presa, dopo il suo ottimo esordio alla regia con “Gone Baby gone” (2007), che gli è valso anche dei premi. In “The Town” si divide tra la direzione, la scrittura e il ruolo del protagonista, e crea un film di forte impatto emotivo, ricco d’azione e con un tocco di tenerezza, che lo rende eccellente.

Doug MacCray e la sua banda sono dei rapinatori di banche. Durante una rapina uno di loro, Jem, prende in ostaggio Claire, la direttrice. La rilasciano, indenne, dopo pochi chilometri e sembra tutto finire lì. Jem, però, scopre che la donna vive, come loro, a Charlestown.

Il primo pensiero è quello di capire se possa essere un pericolo e Doug decide di pedinarla per scoprire se sa qualcosa. Per un caso Doug e Claire si conoscono e iniziano a frequentarsi. Doug tranquillizza i suoi amici non dicendo nulla della sua frequentazione. Fergie Colm, il boss del quartiere, ha un altro lavoretto per Doug e i suoi compagni, molto più pericoloso dei precedenti, visto anche che l’FBI sospetta di loro e li tiene d’occhio. Doug vorrebbe cambiare vita, riuscirà a districarsi tra tutti coloro che gli stanno col fiato sul collo? Il film è tratto dal libro “Prince of Thieves” di Chuck Hogan, edito in Italia da Piemme (The Town – Il principe dei ladri, collana Piemme Bestseller).

“The Town” ha una grande dinamicità, se da un lato ha l’aspetto di un film poliziesco, dell’eterno scontro tra guardie e ladri, dall’altro è la storia di un uomo che vuole cambiare vita, andar via da un luogo nel quale si sente incastrato, che non gli appartiene veramente, nonostante vi sia cresciuto.
Doug, già una volta, ha avuto un’opportunità giocando nello sport professionistico, occasione che si è bruciato.

Ora il desiderio si fa più profondo e convinto, grazie all’amore che nutre per Claire, che gli fa capire cosa vuole dalla vita.

È un film che parla delle radici di un individuo e di come, spesso, i figli paghino le colpe dei padri.
Mostra una realtà di Charlestown e per infondere veridicità alla storia il regista e il suo team hanno intrapreso accurate ricerche, parlato con ex rapinatori e alcuni che sono tuttora detenuti, e hanno apprezzato la collaborazione di alcuni agenti dell’FBI. Inoltre Affleck ha girato il film nelle zone in cui il racconto si sviluppa.

Le location sono state Boston e i suoi dintorni, riuscendo ad avere l’accesso in alcuni luoghi reali.
Tutta la cittadinanza si è dimostrata disponibile e il regista ha scelto persone del posto per alcuni ruoli secondari e per le comparse.

Lo sceneggiatore Peter Craig, che si è occupato della prima stesura, ha delineato con cura i rapporti umani e l’intreccio che li lega al protagonista. Ogni rapporto è a due ed è complicato più di quanto possa sembrare in superficie. Il rapporto tra Doug e il ricordo della madre, quello col padre, quello col suo amico di sempre Jem. E ancora la relazione che instaura con Claire e quella che ancora lo vede legato a Charlestown. Tutti questi rapporti sono essenziali alla storia e fanno comprendere allo spettatore chi sia realmente Doug, quanto sia combattuto, fino a farlo identificare con i suoi sentimenti e i suoi desideri. In “The Town” la linea di demarcazione tra i buoni e i cattivi è meno chiara e mette lo spettatore nella condizione di parteggiare per entrambi.

Un altro aspetto delineato, che possiede una certa importanza, sia a livello filmico che tematico, è la figura di Claire.
La donna dimostra di possedere una grande forza e si rifiuta di diventare una vittima, non fugge dal quartiere in cui le è capitata quella brutta esperienza, continua a vivere lì, a farsi coraggio e a non esserne schiacciata.

Dimostra così a se stessa e a Doug di non voler essere debole, mostra la sua personalità e il suo animo.
Affleck ha mostrato una donna semplice, normale in una situazione straordinaria, mettendo in luce la forza del carattere e di come questo attragga Doug. L’uomo rimane affascinato dalla dolcezza e fragilità che si accompagnano a una volontà ferma e una forza d’animo invidiabile.

Per quanto riguarda l’aspetto della città, si è voluto definire con tratti netti il contrasto tra le abitazioni della classe operaia e gli edifici restaurati dei nuovi arrivati e questo si rispecchia anche nel modo di vestire delle due collettività e parallelamente nella relazione tra Doug e Claire.
“The Town” è un film dal ritmo incalzante, in cui inseguimenti concitati e rapine elaborate creano suspense e Ben Affleck al timone regala una performance di ottima fattura, intensa e calibrata, che contribuisce a rendere totale l’immersione dello spettatore nella storia. ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

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