" Teresa la ladra" alle Vigne di Lodi il prossimo 21 novembre. L'intervista a Dacia Maraini

http://www.mentelocale.it/img_contenuti/lorenza.delucchi/grandi/Teresa_La_ladra.jpg"Dicono che sono nata male. Dicono che c'avevo il cordone ombelicale tutto attorcigliato intorno al collo che per poco non soffocavo". Così si presenta Teresa Numa, protagonista dello spettacolo " Teresa la ladra".

Il titolo della pièce è lo stesso del film interpretato nel 1973 da Monica Vitti, tratto dal romanzo di Dacia Maraini Memorie di una ladra. La storia è quella di una donna - interpretata da Mariangela D'Abbraccio - che ripercorre la storia della sua vita, sullo sfondo delle trasformazioni storiche italiane, dalla Grande Guerra fino all'inizio degli anni Settanta.

Il monologo di Teresa è accompagnato, sul palcoscenico, da un'orchestra di 6 elementi. C'è la musica, quindi, composta appositamente da Sergio Cammariere, ma anche canzoni, scritte dal cantautore calabrese e dalla scrittrice d'origine siciliana.

È questa collaborazione che apre la strada a una sorta di musical da camera. «Un'esperienza inedita in Italia - spiega Maraini, che raggiungiamo al telefono all'indomani della prima - dove non esiste questa commistione di teatro e canzone, eppure abbiamo una storia musicale importante, con autori molto bravi. Uno di questi è Cammariere».

A dare voce e corpo a Teresa è una D'Abbraccio semplicemente strepitosa, con la sua veemente delicatezza gestuale e la capacità di trascinare chi la sta guardando sul palco, proprio dentro la storia.

Per mezzo della forma memoriale del racconto, che già di per sé ha sempre qualcosa di ipnotico, Teresa ripercorre tutta la sua vita, dall'infanzia fino all'età matura.

Una storia fatta di vicende amare e buffe insieme, dal matrimonio con un uomo che la sposa solo per ottenere la dote (che peraltro mai arriva) fino alla reclusione in un manicomio criminale. Vive esperienze che la segnano, ma non la distruggono. Perché Teresa è fatta così: prende la vita per quello che è, cerca la realizzazione personale che non assume mai l'aria di una pretesa. Si rassegna alla vita con ingenuità e purezza d'animo: "In prigione, per farmi le fotografie mi facevano girà de qua e de là: mi sentivo un'attrice!" racconta, suscitando in chi l'ascolta un moto d'affetto spontaneo.

Sono così tante le circostanze in cui si trova coinvolta Teresa: abbandoni, amori che finiscono in fumo, speranze disilluse, furti. Siamo di fronte ad un personaggio immorale, suo malgrado, che si rimprovera sempre con la stessa frase, ad ogni fallimento: "Ero un'ingenua, una scema, una babbea".

Tutte le vicende di Teresa si articolano in un'ottica grottesca: se l'ingenuità, la semplicità e la sua pronuncia (esageratamente romana) sortiscono un effetto comico, l'amarezza di fondo delle sue sconfitte non si dimentica, ma il sorriso non sciupa mai, dopo le cadute "tornavo a essere quella di sempre, una compagnona: cantavo, ballavo...", spiega, senza rabbia.

Ed è con una fantasticheria su un possibile domani migliore che la buffa ladruncola si congeda. «Il teatro è sempre legato all'attualità - commenta Maraini - la storia è ambientata in anni lontani, ma l'augurio di Teresa vale anche per il presente. Perché non si può fare a meno di pensare a un'uscita da questo stato di degrado culturale in cui ci troviamo oggi».

Un ultimo pensiero va a Monica Vitti e alla sua interpretazione del personaggio marainiano. Chiediamo a Dacia Maraini se, nel preparare lo spettacolo, le è capitato di pensare alla grande attrice - ottant'anni da una settimana - colpita da una grave malattia: «Certo che ci penso - afferma la scrittrice - Abbiamo lavorato insieme, ed è stata un'amica, ma ora non la posso più vedere. È un dolore terribile». Anche Teresa, soprattutto Teresa, la saluterebbe con un sorriso. ( Fonte: www.mentelocale.it)

Autore: Camilla Macchioni

TERESA LA LADRA

La trama

Teresa la Ladra è il titolo che fu dato al film con Monica Vitti tratto dal romanzo di Dacia Maraini: Memorie di una ladra. L'opera racconta la storia di una ladruncola buffa e disgraziata che attraversa gli eventi e la storia d'Italia dalla metà degli anni venti fino agli anni settanta.

Scheda Tecnica

drammaturgia di Dacia Maraini

regia Francesco Tavassi

musiche originali di Sergio Cammariere

canzoni Maraini-Cammariere

Con Mariangela D'Abbraccio

E Luca Pirozzi, voce e Chitarra

Luca Giacomelli, chitarra

Alessandro Golino, violino

Raffaele Toninelli, contrabasso

Gianluca Casadei, fisarmonica

Vincenzo Gagliani, percussioni


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