Tabbid, il social network dei lavoretti - di Cristina Maccarrone

Quando delegare agli altri conviene, fa risparmiare tempo e crea opportunità di lavoro

http://l2.yimg.com/bt/api/res/1.2/HjvAXNTEBx4Ef_4ROBbC9g--/YXBwaWQ9eW5ld3M7Zmk9aW5zZXQ7aD0zNTE7cT04NTt3PTUxMg--/http://l.yimg.com/os/653/2013/06/07/tabbid-jpg_082436.jpgAvete quelle persiane da tinteggiare, ma non trovate mai il tempo di farlo. O ancora, ci avete provato e riprovato, ma configurare l’adsl non è “roba vostra”. Oppure dovete sgombrare la cantina ma per quanto provate a lasciarvi quella mezza giornata libera, alla fine succede sempre qualcosa e dovete rimandare. Lo so, di certo tutti noi o la maggior parte di noi ci riconosceremo in queste situazioni. E allora come fare a sbrigare queste incombenze o come trovare chi può farlo al posto nostro specie se si vive in città e non si può fare affidamenti ad amici, parenti e simili?

A questo viene incontro Tabbid (il cui nome è una simpatica crasi tra tab “lista” e bid “offerta”), una sorta di mercato online che fa incrociare una domanda e un’offerta molto particolari ossia quello dei piccoli lavori. Quelli che non si affidano a chissà quali imprese, ma che sono appannaggio dei privati. Per dirla con le parole del fondatore Alessandro Notarbartolo, 39 anni, di giorno impiegato, di notte ideatore di siti web, programmatore e tanto altro, Tabbid altro non è che“un social network dei lavoretti, o anche un e-bay delle piccole prestazioni”. Il prezzo, però, a differenza dei lavori a 5 euro è libero e lo stabilisce chi ha quella particolare esigenza in quel momento e quel budget da destinarle.

Alessandro, da dove nasce l’idea?
"Tutto ha a che fare con un’amicizia nata online con la mia socia, Laura Volpi, tre mesi e mezzo fa. Abbiamo messo insieme le nostre competenze, io in ambito di programmazione e web strategy e lei di social network e lavorando ogni sera dalle 20 alle 2 del mattino, sfruttando Internet e le chiamate per confrontarci, abbiamo creato questo sito. Che nasce sì dal fatto che entrambi ci siamo trovati in situazioni di bisogno come coloro che si registrano su Tabbid, ma c’è anche altro: ho sempre voluto creare qualcosa che avesse un impatto forte sulla società, come è stato Facebook. Se ci pensa, prima di Zuckerberg, nessuno avrebbe dato il proprio nome e cognome su Internet, né avrebbe mai lontanamente pensato di mettere il proprio numero di telefono. Tutti ci affidavamo a dei nickname".

E cosa c’entra Facebook nello specifico?
"C’entra con il fatto che facendo un’analisi di mercato, ho visto che non c’erano servizi di questo tipo e anche Tabbid (che ha anche una pagina Facebook) può cambiare le cose e il modo che abbiamo di stare anche in comunità. Ovviamente, ce lo siamo chiesti: in Italia si riuscirà a vincere la diffidenza nei confronti di sconosciuti? Negli Stati Uniti, dove sono stato per un po’ di tempo, le cose sono diverse e c’è tutta una comunità che si affida a privati. L’Italia è diversa sì, ma il riscontro che stiamo avendo dimostra che si può fare. Anche quando ci affidiamo a un idraulico, non è detto che lo conosciamo e che sappiamo se è veramente la persona adatta per quel tipo di lavoro, eppure la chiamiamo comunque non avendo molta scelta".

Tornando a Tabbid ci spiegheresti come funziona concretamente?
"Ci si registra, si indicano le categorie cui si è interessati e poi si decide se pubblicare la propria offerta di lavoro o se essere un utente. Una delle cose particolari della piattaforma è la geolocalizzazione, non delle persone bensì dei lavoretti. Quanto al budget, viene stabilito dall’utente che pubblica l’offerta. Per il pagamento c’è poi un sistema particolare creato da noi. Una volta che l’opportunità di lavoro viene assegnata alla persona che si ritiene più idonea e questa accetta (può anche rifiutare) chi ha ottenuto il cosiddetto “appalto” ha due possibilità: dare un contributo a Tabbid dell’1% su quanto guadagnerà (e questo avviene con sistema Paypal) oppure non darci nulla, ma pubblicare un pop up sul suo profilo Facebook, dandoci così la possibilità di farci conoscere".

E il pagamento tra i privati come avviene?
"Si regolano tra di loro come preferiscono, in contanti, Paypal, ricariche di carte prepagate. Tabbid rappresenta una piattaforma di incontro tra domanda e offerta, non entra nel merito anche se poi gli utenti ricevono dei feedback e hanno una reputazione da mantenere".

Ma non si tratta di lavoretti in nero? E' tutto legale?
"Questa è una domanda che ci fanno spesso: la legge stabilisce che tra privati è possibile fare queste prestazioni purché venga rilasciata una sorta di ricevuta. Se l’importo è superiore ai 77,46 euro, bisogna mettere una marca da bollo di 1,81 euro".

Che controllo avete nei confronti delle richieste da parte degli utenti? Converrai che non è facile, nonostante tutto, affidarsi a degli estranei…
"Ovviamente facciamo in modo che non vengano pubblicate offerte che come è scritto sul regolamento non rispettino il Codice civile e penale. Inoltre stiamo attivando un nuovo programma per venire incontro ancora di più agli utenti".

Cioè?

"Tabbid Pro, un programma per creare degli utenti “certificati” (un po’ come avviene su Twitter e adesso su Facebook, ndr). Saranno quelli che avranno risposto a un questionario, fornito i dati personali, un curriculum, una foto e questo per creare degli utenti specializzati in determinati lavori che hanno dunque la possibilità di farsene assegnare di più. Tutto questo è in linea con il nostro obiettivo: la folla che aiuta la folla, che crea un valore nella comunità, dando delle possibilità di business anche a chi in questo momento non lavora".

Quante persone si sono registrate finora?

"Dal 10 maggio, 280 utenti per una decina d richieste di assegnazione lavoretti e questo senza pubblicità, il traffico giornaliero si attesta sui 170 utenti al giorno. Nel momento in cui viene pubblicata un’offerta e gli utenti registrati hanno indicato come preferenza una determinata categoria ricevono una notifica via mail. Diciamo che la piattaforma viaggia da sola, noi ci limitiamo a eseguire le verifiche del caso e ovviamente ad ascoltare i suggerimenti e comportarci di conseguenza".

E invece quanti lavoretti sono stati finora portati a termine?

"Al momento sei e riguardano l’online. Questo perché i lavori pratici comportano degli appuntamenti e bisogna tenere in considerazione anche altre condizioni come quelle climatiche. Il lavoretto di tinteggiare le persiane richiesto dal marito di Laura è stata assegnato qualche settimana fa, ma con il meteo della Lombardia è stato rinviato. Insomma le cose “fisiche” richiedono i loro tempi".

Piattaforma creata ad hoc, sistema di pagamento idem, l’ultima domanda non può che essere: Tabbid ha anche un’app?

"Ancora no, ma è tra le cose da fare e la creeremo user friendly (il sito è comunque ottimizzato per il mobile). Penso però che questo tipo di mercato sia da gestire seduti davanti al pc, con tutti i mezzi a disposizione e la concentrazione possibile".
Fonte: http://it.finance.yahoo.com/notizie/tabbid-social-network-dei-lavoretti-084315125.html

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