Svizzera: Le chiese si svuotano e la messa è disertata - di Michelantonio Lo Russo

http://new.caffe.ch/media/2013/11/21095_3_medium.jpgLa messa è finita. O quasi. Perché le chiese svizzere si svuotano. E le coppie che si sposano col  rito religioso diminuiscono a vista d'occhio. L'ateismo aumenta. Tra i sacramenti, la confessione è sempre più marginale. E se, a livello assoluto, il numero dei cattolici a livello nazionale tiene nonostante tutto, è solo per effetto dell'immigrazione. Questi sono solo alcuni dei dati sullo stato del cattolicesimo in Svizzera, in uno studio elaborato da Roger Husistein, dell'Istituto svizzero di sociologia pastorale di San Gallo (Spi). Un'indagine da cui emerge che, se la società si fa sempre più multiculturale, anche la fede, in Svizzera, si fa multireligiosa. Nel 1970, cattolici e protestanti rappresentavano il 95% della popolazione. Oggi, la percentuale dei cattolici è scesa dal 49 al 38%, quella dei protestanti dal 46 al 28%.
Percentuali importanti che vanno confrontati con l'aumento di coloro che non appartengono ad alcuna religione. Oggi, rientra in questa categoria più di un quinto della popolazione. La quota è naturalmente più alta nei cantoni in cui c'è un grande polo urbano. Un segno inequivocabile che la moderna società dei consumi più secolarizzata ha lasciato il segno. E l'erosione degli stili di vita tradizionali, la si può individuare anche nel numero di quanti  abbandonano le due religioni principali: negli ultimi anni, circa 35-40mila all'anno. Anche a causa degli scandali che hanno travolto la Chiesa.
Ma la religione, nel Paese, continua ad essere presente. Soprattutto quella cattolica. A livelli assoluti, infatti, il numero dei cattolici è rimasto costante: tre milioni circa. Un dato che si spiega con il fatto che, tra gli immigrati, il 40% è di fede cattolica.
"Il bisogno d'appartenenza rimane vivo - spiega al Caffè Arnd Bünker, responsabile dello Spi -. Battesimo, prima comunione e cresima non hanno subito variazioni, a differenza del matrimonio religioso".
Rito, quest'ultimo, che riguarda ormai solo un terzo delle coppie cattoliche, e circa la metà di quelle di fede protestante.
Uno dei dati più vistosi è però il crollo della partecipazione regolare alla messa. Secondo lo Spi,  solo il 10-15% dei cattolici assiste regolarmente alla funzione religiosa in chiesa ogni settimana.
La vera spia del cambiamento epocale degli stili di vita è  la lenta, inesorabile scomparsa della confessione. Il che vuol dire che non si cerca più l'assoluzione. Almeno non nei modi tradizionali. Il quadro che ne esce è ambivalente. Da un lato, i cattolici continuano a reputare importante l'appartenenza, come dimostra la tenuta del battesimo. Dall'altro, tollerano sempre meno la presenza della religione nella propria sfera privata, come attestato dal crollo dei matrimoni in chiesa, oltre che dal ruolo sempre più marginale rivestito appunto dalla confessione.
Tutti questi mutamenti si riflettono anche nella struttura del clero. Da questo punto di vista, il rapporto conferma il crollo delle vocazioni. Nel 1983, i parroci attivi nelle parrocchie erano 1840. L'anno scorso, 1090. A preoccupare, però, è soprattutto la loro età media: oltre 56 anni. Tradizionalmente, a colmare il vuoto sono stati perlopiù laici e diaconi.
E qui, come conferma anche Arnd Bünker, il Ticino è in controtendenza rispetto all'andamento nazionale perché, nelle varie parrocchie del cantone, ad essere attivi sono quasi esclusivamente parroci. E non sono una rarità quelli che provengono da Paesi stranieri. Oppure anche solo da altri cantoni.    
Fonte: www.caffe.ch
mlorusso@caffe.ch
@mloruss_

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog