" Svizzera: la vendita di cannabis forse presto legale" di Patrizia Guenzi

http://media.caffe.ch/media/2011/06/11636_3_medium.jpgE se vendessimo legalmente la canapa agli adulti? No, non è una boutade. A neanche un mese dall'entrata in vigore delle modifiche alla legge federale sugli stupefacenti - per una maggior protezione della gioventù e pene più pesanti per chi fornirà stupefacenti ai minorenni nelle scuole - ci stanno pensando seriamente le autorità di due importanti centri elvetici: Basilea-Città e Zurigo. Polizia e rappresentanti dei Dipartimenti della salute pubblica hanno infatti ricevuto un mandato dal Gran consiglio per valutare i pro e i contro di permettere che gli over 18 acquistino la cannabis. Mentre altre due città, Berna e Lucerna, seguono a ruota con progetti identici. "È l'unico modo per evitare il commercio clandestino. Sono vent'anni che lo predico!", sbotta Werner Nussbaumer, il medico di Gravesano, sostenitore degli effetti benefici delle gocce di canapa che prescriveva ai suoi pazienti e che, nel 2003, gli sono costate 26 giorni di prigione, una sospensione di un anno dalla professione con l'accusa di infrazione alla legge sugli stupefacenti e un processo. "Già, ma come far capire a un giovane che comunque è una sostanza da tenere lontana, visto che se la vedrebbe vendere sotto il naso?", si chiede preoccupato Franco Lazzarotto, direttore scolastico delle scuole Medie di Biasca, da sempre sulle barricate per convincere i ragazzi a non far uso di spinelli e affini.

Intanto, il costo della marijuana lievita. "Colpa" di controlli sempre più serrati di polizia e forze dell'ordine. A Bellinzona e a Lugano tre grammi e mezzo da 50 sono già passati a oltre 60 franchi. Tant'è che, da qualche tempo, si è intensificata la vendita a credito, un'eccezione in precedenza. Il Malcantone sembra essere per ora il più conveniente, solo una decina di franchi, facendo spostare schiere di consumatori. Sì perché il fenomeno cannabis non accenna a calare. "Non c'è flessione, il mercato è subdolo e difficile da debellare - riprende Lazzarotto -. Malgrado i nostri sforzi sovrumani per ripetere ai giovani di starne lontani. Ma fosse anche uno solo che riusciamo a convincere ne vale comunque la pena".

Tuttavia, niente è ancora deciso. Le autorità delle quattro città coinvolte nel progetto stanno ancora discutendo in che forma potrà eventualmente essere sviluppata tale vendita. Di sicuro, hanno sottolineato, non si tratterà certo di promuovere piantagioni sui balconi o sulle rive del Reno. Intanto, tra i vertici del principale organismo di prevenzione della tossicomania l'iniziativa non solleva grandi entusiasmi. "Sulla vendita non ci pronunciamo, se non per dire che questo progetto rischia di attirare consumatori da altre regioni, a meno di estenderlo a livello nazionale", premette Donatella Del Vecchio, portavoce di Addiction Info Suisse. E aggiunge: "Intanto, auspichiamo l'introduzione di multe uguali in tutti i cantoni". Ma Nussbaumer scalpita: "Qualcosa va fatto. Non possiamo lasciar arricchire in eterno chi lucra sulle altrui debolezze. In questo modo ci sarebbe un maggior controllo sulla merce. Cosa che non accade comperando al mercato nero. E colui che casca in una partita tagliata male si guarda bene dall'andare a denunciare chi gliel'ha venduta". "Spero che se l'iniziativa dovesse diventare realtà le autorità decidano sulla base di studi seri e con le prove che così il mercato diventi davvero meno attrattivo. Ma ripeto, per il giovane è un misura altamente diseducativa", conclude Lazzarotto. ( Fonte: www.swissinfo.ch)

pguenzi@caffe.ch

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