Studiare e vivere a Milano. Conviene?

http://farm2.static.flickr.com/1351/1128393327_2438171db4.jpg?v=0Sono più di 180 mila gli studenti che ogni anno scelgono uno degli 11 atenei milanesi e, tra questi, oltre 40 mila sono "studenti fuori sede", di cui 7 mila stranieri.

 

È stato questo il tema del convegno che si è tenuto ieri a Palazzo Marino, dal titolo "Studiare e vivere a Milano - Opportunità residenziali e non solo" organizzato dal Comune in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, il Dipartimento della Gioventù, l’Anci e l’associazione 'Meglio Milano'.

 

L’assessore alla Ricerca, Innovazione e Capitale umano del Comune di Milano, Luigi Rossi Bernardi, ha dichiarato:"In un momento di grande trasformazione dell’economia, dell’industria e degli assetti sociali, la valorizzazione degli aspetti legati alla formazione superiore sta assumendo un ruolo decisivo per la produzione di ricchezza, occupazione e coesione sociale".

 

E ha concluso:"Il Comune, con i suoi interventi a favore delle Università e dei Centri di ricerca cittadini, sta fornendo un forte contributo per sostenere queste istituzioni, promuovendo e finanziando progetti di ricerca e di innovazione e fornendo lo sviluppo di rilevanti infrastrutture”.

 

E l’assessore alla Casa, Gianni Verga, ha aggiunto:"Per Milano gli universitari rappresentano i creativi e la classe dirigente di domani. Per questo, dopo aver aiutato nel tempo le università milanesi mettendo a disposizione spazi per la didattica - la Bovisa al Politecnico, la Bicocca all’Università Statale, la Centrale del latte alla Bocconi - l’Amministrazione ha affrontato il tema della residenzialità che è fondamentale per costruire l’appartenenza a Milano anche per chi non vi abita stabilmente”.

 

Secondo una nota infatti, il Comune di Milano ha da tempo intrapreso una politica volta a facilitare l’accesso degli studenti alla città e alle università, con azioni mirate sia a supportare gli atenei nelle loro strategie di sviluppo e di crescita, sia a offrire direttamente servizi agli studenti.

 

Il Comune ha innanzitutto operato per rendere disponibili immobili e aree di sua proprietà, sulle quali realizzare residenze per studenti che, oltre a garantire un incremento della ricettività alloggiativa degli atenei milanesi, consentono di recuperare aree dismesse a forte rischio di degrado (come gli ex edifici scolastici concessi al Politecnico e all’Università Bicocca) e di operare una valorizzazione di immobili di elevato pregio (come l’ex Daniel’s Hotel situato in pieno centro cittadino e convertito in una residenza universitaria dal Politecnico con oltre 400 posti letto).

 

Con un atto deliberativo del 2004, il Comune di Milano ha stabilito che l’edilizia residenziale universitaria è da considerarsi come un servizio e quindi può essere realizzata sulle aree destinate a servizi. Significativo, al riguardo, è l’intervento effettuato da Aler presso i 'Martinitt' con la realizzazione di un campus con oltre 430 posti-letto che ha anche permesso il recupero di un immobile di notevole pregio storico-artistico, oltre che di grande valore "affettivo" per i cittadini.

 

Queste operazioni, secondo il Comune, si sono potute concretizzare anche grazie all’importante sostegno finanziario fornito dallo Stato e dalla Regione Lombardia.

 

Appunto, negli ultimi anni, sono stati trasferiti al sistema universitario milanese, per finalità di edilizia residenziale universitaria, 124 milioni provenienti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e oltre 24 milioni provenienti dai bandi regionali.

 

Inoltre, sono stati finanziati 26 interventi di ristrutturazione o di nuova realizzazione che, una volta completati, avranno interessato circa 5.000 nuovi posti-letto, incrementando, notevolmente, l’offerta alloggiativa delle università milanesi a complessivi 8.500 posti-letto a fronte dei 2.960 posti-letto che erano disponibili nell’anno accademico 2003-2004.

 

Al convegno ha partecipato anche l'assessore alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, che ha dichiarato: "La creazione di un sistema dei servizi a complemento dell'attività universitaria diventa di fatto una forte leva per la competitività dell'intero sistema, in quanto favorisce il rafforzamento delle università stesse, crea ulteriori elementi di attrattività degli atenei unitamente allo sviluppo di corsi innovativi, incrementa la possibilità di scambi internazionali e di spazi nuovi per la ricerca".

 

"Recentemente" - ha concluso Zambetti - "abbiamo anche approvato una delibera che prevede che il 5% dei proventi derivanti dalle valorizzazioni degli immobili dell'Aler sia destinata ad interventi per gli studenti e la residenzialità universitaria avrà un occhio di riguardo anche all'interno del Patto per la casa che stiamo promuovendo con le istituzioni locali e gli operatori del settore per dare una risposta concreta ai bisogni dei cittadini e contribuire così all'eccellenza del sistema lombardo". ( Fonte: www.milanoweb.com)

Autore: Fabrizio Capecelatro

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