" Stress da studio? A Yale arriva il 'cane terapeuta' " di Alessandra Profilio

http://www.informasalus.it/data/foto/s/stress-da-studio-a-yale-arriva-il-cane-terapeuta_1129.jpgDopo il bull dog simbolo dell'illustre università, Yale si prepara ad accogliere una nuova mascotte. La prestigiosa facoltà di legge di Yale ha infatti deciso di aiutare i suoi studenti a combattere lo stress con un “cane da terapia” di nome Monty il quale sarà a disposizione degli studenti per 30 minuti ciascuno nella biblioteca universitaria.

 

“È documentato che la terapia con i cani abbia efficacia nell'aumentare la felicità, la calma e il benessere emotivo”, ha scritto il bibliotecario Blair Kauffman in una mail indirizzata a tutti gli iscritti.

 

Secondo quanto riportato dal New York Times, non si conoscono ancora i dettagli del progetto, la cui fase di prova partirà il 28 marzo, né si conosce al momento la razza di Monty. Tuttavia l'università ha assicurato che si tratta di un esemplare ipoallergenico che sarà ospitato in una zona privata della biblioteca per rispettare chi non ama i cani.

 

“Non penso possa risolvere i miei problemi di ansia, ma sarà piacevole giocare con il cane per una mezz'ora”, riferisce al New York Times lo studente Sebastian Swett, 26 anni, che ha già firmato per sperimentare la dog-therapy.

 

“Avremo bisogno di vostri commenti e osservazioni per aiutarci a decidere se questo sarà un programma permanente in corso a disposizione durante i periodi di stress del semestre, per esempio, durante gli esami”, si legge nella nota agli studenti.

 

Programmi simili sono stati sperimentati anche da altre università, come l'University of Wisconsin a Oshkosh.

 

In merito alla possibilità di accogliere Monty, la facoltà di Legge di Yale ha mantenuto sinora il massimo riserbo, al punto che alcuni docenti non erano neppure a conoscenza dell'avvio della sperimentazione del programma di dog-therapy.

 

“Sono sorpreso di ciò” - ha dichiarato il professore John Witt - “Ho sempre pensato che ad essere terapeutici fossero i libri della biblioteca. Ma forse vale solo per me”.( Fonte: www.informasalus.it)

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