Storie di ordinaria follia

Ci sono dei momenti, nella vita di ciascuno di noi, nei quali ci si rende conto di essere “fuori sincrono”, non solo rispetto a ciò che accade nel Paese ma anche nei confronti del nostro quotidiano. Per esempio quando si devono pagare le multe. Sono certa, purtroppo, che a molti di voi sia capitato di avere a che fare con la terrificante entità che ha nome Gerit Equitalia, quei mastini che riscuotono crediti, multe, tasse ecc. Un nome che mette paura solo a pronunciarlo. Ora a me é toccato in questi giorni di entrare in contatto con questo “Essere Superiore”. E non è stato affatto semplice. Ho un problema di multe che mi assilla da anni. Era giunto il momento di affrontarlo. Ho quindi chiamato l’Ente Supremo e una sua adepta mi ha consigliato di recarmi agli sportelli il giorno seguente. Detto, fatto. Parto all’alba, (l’Ente Supremo é ubicato assai lontano dalla mia abitazione) e quando arrivo l’ufficio é sì aperto ma un cartello minaccioso avverte che per quel giorno é previsto uno sciopero (la solerte funzionaria dell’Ente ben si é guardata di comunicarmelo). Lo sciopero inizia alle 11,00. Tiro un sospiro di sollievo, sono le 9,00. Ma una guardia che si aggira nel locale mi sussurra che non posso espletare la mia pratica in quanto gli impiegati: “ se stanno a prepara allo sciopero”. In che modo, mi chiedo? Training autogeno? Meditazione trascendentale? Non é dato saperlo. Mentre, con la bava alla bocca, sto per azzannarla alla gola, la guardia esplode, senza preavviso, in una sorta di urlo liberatorio imprecando contro Mr. B., “ quel gran fijo de ‘na…” e gli Italiani “che so’ tutti rinco….”. Presa contropiede sento sbollire l’ira e penso che in fondo la guardia non ha tutti i torti. Lo sento insomma improvvisamente amico. Notando la mia confusione il tipo mi dice con un sorriso: “Nun se preoccupì signò, può fare tutto su internet, ce sta er sito”. Così entro nel primo Internet Point che trovo e inizia il calvario. Il sito c’è, ma é inespugnabile. Tartasso il computer per mezz’ora cercando ogni accesso possibile finchè non riesco a conquistare la fortezza per vie traverse. Naturalmente bisogna iscriversi. Compio le operazioni e l’Ente mi comunica che ora, finalmente, sono un “Utente Light”. Come lo yogurt e la Coca Cola. Vale a dire che posso solo compiere operazioni di nessuna utilità, nelle quali non rientra accedere al mio profilo pagamenti. Giusto, per giungere al Nirvana le prove iniziatiche sono sempre infinite. Se voglio diventare “Utente Hard”, come un film porno, bisogna fare un’altra iscrizione. Digito a manetta password e Id, ma nomi, sigle e numeri sono tutti presi. Capisco, con un brivido, che il popolo debitore, là fuori è immenso, un esercito di dannati, tutti desiderosi di diventare “Utenti Hard”. Non mi arrendo e finalmente, al trentesimo tentativo, il miracolo si compie. Ora sono Hard anche io! In tutti i sensi, anche la mia incazzatura è infatti diventata molto, molto hard. Comincio a rilassarmi ma l’Ente sferra l’ultimo, potente attacco e mi avverte che mi contatterà, per darmi nuova password e Id (ma perché???) entro 24, 48 ore. Solo allora potrò finalmente raggiungere l’Estasi. Sono passate due settimane. Inutile dirvi che l’Ente, malgrado i miei solleciti, non si é mai più palesato. Dovrò dunque tornare al loro cospetto. Sperando che non siano in atto altre sedute meditative. Ah, dimenticavo di dirvi che la mia password è “Marpiona” e il mio Id è “Penna di Falco”. E adesso, spiegatemi voi, come si fa a non sentirsi irrimediabilmente fuori sincrono? ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Stefania Barzini

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