Standby, Playstation e X-box, macchinette da caffè e stampanti: il consumo corre sul filo. L'allarme di Legambiente

Tra le buone pratiche che i cittadini possono attuare per ridurre i consumi elettrici, vi è quella di staccare dalla rete tutta le apparecchiature collegate quando non sono in uso. Secondo una recente indagine nelle case di 1300 europei- informano da Legambiente- le apparecchiature collegate alla rete elettrica, spente o non in uso, infatti, consumano l'11% di tutta l'elettricità che usiamo, per una spesa di 50 - 60 euro all'anno a famiglia, per un quantitativo complessivo di 43 terawattora in tutta Europa, pari all'energia prodotta da 8 grandi centrali termoelettriche, oppure a quella consumata da due terzi delle case italiane.

Per mettere fine o almeno ridurre questo spreco energetico è intervenuta la direttiva europea 2005/32/CE che dal 2010 (un anno dopo l'entrata in vigore del regolamento), prevedeva che i nuovi apparecchi immessi sul mercato in Europa in modalità spenta o stand-by non dovessero superare 1 W di potenza assorbita, 2 W se la modalità stand-by serve ad illuminare un display che dia informazioni. Nel 2013 poi, i limiti saranno ulteriormente abbassati, dimezzando le soglie e imponendo lo spegnimento completo prima possibile.

«Eppure, nonostante le norme siano entrate in vigore un anno fa, in tempo giusto per far giungere al consumatore finale apparecchi adeguati, ancora oggi e probabilmente nel periodo dei saldi di gennaio, moltissimi italiani acquisteranno elettrodomestici ormai fuori norma, magari a un prezzo apparentemente conveniente, grazie al quale porteranno a casa un'apparecchiatura obsoleta e energivora che contribuirà sostanziosamente a far lievitare i costi in bolletta» dichiarano da Legambiente.

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Una recente ricerca condotta dal gruppo di ricerca eErg del Politecnico di Milano, nell'ambito del progetto Selina, su 6 mila prodotti in vendita nei diversi paesi europei, rivela che oltre il 30% non rispetta ancora le nuove norme per gli standby e il 18,5% in modalità spento. «L'Italia non ha fatto nulla per favorire l'adozione della direttiva. Sta quindi ai consumatori fare attenzione - ha affermato Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente -, leggere bene le etichette e chiedere informazioni al negoziante di fiducia per non farsi rifilare vecchi apparecchi. Per quelli che abbiamo già in casa invece, bisogna acquistare una bella "ciabatta" dotata di interruttore e ricordarsi di spegnerla».

Legambiente invita i cittadini a tenere d'occhio l'etichetta energetica, ormai molto diffusa per gran parte dei grandi elettrodomestici di cucina (i così detti "bianchi"), che comprende anche i consumi da spenti e che ha già spostato gran parte degli acquisti verso la massima classe di risparmio. Discorso completamente opposto si deve fare per gli elettrodomestici "neri": stereo, televisori o computer, che non hanno l'indicazione obbligatoria dei consumi complessivi, mentre solo alcune società adottano standard di efficienza energetica, mentre altri presentano l'informazione sull'assorbimento di potenza, anche in condizione di standby. L'associazione ambientalista invita poi a fare attenzione agli apparecchi in apparenza piccoli e innocui come i videogame: secondo il mensile dei consumatori australiani Choise, Playstation 3 e X-box, sia da spenti che da accesi assorbono quasi la stessa quantità di energia, consumando 5 volte di più di un frigorifero efficiente e circa il triplo rispetto a uno con le peggiori prestazioni.

Lasciarle accese, calcolando un costo di 0,15 euro a kWh, può comportare una spesa di 250 euro l'anno. Tra i televisori, alcuni modelli con grande schermo consumano anche il triplo rispetto a una tv tradizionale, e con lo standby acceso usano in un anno tanta energia quanto tre lavatrici tra le meno efficienti; lasciare il computer acceso 24 ore al giorno può costare 130 euro l'anno, cui vanno aggiunti altri 20 euro se si lasciano accese anche le casse e 43 euro se non si spegne il monitor Lcd.

Il set di casse per l'home theatre poi, consuma in standby più di 98 kWh all'anno, per circa 15 euro in più in bolletta. Tra gli elettrodomestici che in standby consumano spesso più di 3 watt (il triplo di quanto richiede la norma europea), troviamo le macchinette per il caffè, le casse acustiche di bassa frequenza (subwoofer), i videoregistratori con hard disk, i modem o i router, i decoder della TV, gli stereo, i lettori DVD, i televisori, i computer da tavolo, le casse acustiche dei computer, stampanti laser, alcuni carica batterie di cellulari, alcuni monitor di computer, fornelli elettrici, purificatori d'aria e condizionatori, tostapane, forni a microonde e spazzolini elettrici.

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«Come conferma anche la ricerca del Politecnico sono i nuovi elettrodomestici per la casa o per l'home office che ancora non hanno l'etichetta energetica a sfuggire al controllo. Quindi attenzione agli acquisti affrettati e agli sconti apparenti che faranno lievitare le nostre bollette» ha concluso Poggio. ( Fonte: www.greenreport.it)

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