Staminali: ancora molti pregiudizi sul loro impiego

Manca ormai poco alla prima sperimentazione clinica sull'uomo di cellule staminali embrionali, dopo che la Food and Drug Administration ha dato il via libera ai ricercatori di Menlo Park, in California, a condurre test su alcuni volontari. Le cellule staminali saranno iniettate a 12 persone vittime di cecità provocata dalla distrofia maculare di Stargardt, ovvero una degenerazione ereditaria della retina, e a 10 persone rimaste parzialmente paralizzate per via di lesioni alla spina dorsale.

 

Le staminali sono cellule primitive capaci di trasformarsi in diversi tipi di cellule del corpo, riparando così specifici tessuti o addirittura riproducendo organi. Quelle embrionali sono ottenute mediante una coltura, dopo essere state ricavate dalla distruzione di una blastocisti, ovvero un embrione non ancora cresciuto sopra le 150 cellule.

 

Per questo motivo l'utilizzo della tecnica è ancora molto dibattuto, anche "aspramente" dalle 2 posizioni principali che si contrappongono: da una parte, chi si oppone considerando l'embrione una forma di vita e quindi volendone preservare la dignità e lo sviluppo, posizione sostenuta dalla Chiesa Cattolica, dall'altra parte chi è favorevole, alla luce delle, molteplici, possibilità terapeutiche originate da una formazione cellulare non considerata ancora un essere umano.

 

Così anche per le sperimentazioni in procinto di partire, a breve, sono state sollevate diverse polemiche da parte del mondo cattolico per ragioni etiche cui, stavolta, si aggiungono le consierazioni di una parte della comunità scientifica, che teme l'accelerazione dei tempi, non ancora pronti per i test sull'uomo.

 

“Abbiamo un disperato bisogno di sapere come queste cellule agiscono nel corpo umano” - ha detto John Gearhart, tra i primi a lavorare con le staminali all'Università della Pennsylvania.

 

In particolare, alcuni scienziati temono, in base ad alcune osservazioni riscontrate sui topi da cavia, che le nuove cellule impiantate sugli uomini possano svilupparsi in tumori. Ma ai loro dubbi risponde l'ottimismo di Thomas B. Okama, presidente di una delle 2 compagnie che condurranno i test, secondo il quale ”Se avremo successo verranno rivoluzionate le terapie di molte malattie inguaribili”. Ma sarà solo il tempo a dare una risposta. ( Fonte: /www.milanoweb.com)

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