Spunta la tassa sull'omeopatia, i produttori: a rischio migliaia di posti di lavoro - di Barbara Calderola

http://www.informasalus.it/data/foto/s/spunta-la-tassa-sull-omeopatia-i-produttori-a-rischio-migliaia-di-posti-di-lavoro_3319.jpg« Questo è l’omicidio volontario e premeditato dell’omeopatia. L’Ilva della farmaceutica alternativa. Resteremo sulla strada in 1.200 grazie alla super tassa del ministro Beatrice Lorenzin che ci porterà via in un colpo solo quasi il 50% del fatturato». Alessandro Pizzoccaro, patron di Guna, colosso italiano del settore con sede a Milano, accende i riflettori sul caso della « registrazione dei farmaci “ naturali”», suggerita dall’Unione e recepita dallo Stato, per dare tutti i crismi ai rimedi usati da 11 milioni e mezzo di pazienti in tutto il Paese, 3 milioni di fedelissimi.
« L’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) ci impone burocrazia e costi tali che ci costringeranno a chiudere bottega dopo trent’anni di attività sempre in crescita (più 12% nel 2013)» aggiunge l’imprenditore, portavoce delle trentina di piccole e medie imprese a conduzione familiare, che in piena crisi fattura 160 milioni l’anno ( la milanese da sola arriva a 50) e dà lavoro a 1.200 addetti. Alla Guna fra informatori e ricercatori ce ne sono 250, « tutti a tempo indeterminato», precisa Pizzoccaro. L’imprenditore milanese, pioniere dell’omeopatia, 64 anni, laurea in economia, ha fondato il suo marchio per passione. « E oggi la super tassa del governo rischia di distruggere tutto». A produttori e importatori, la famosa registrazione, l’Aic, l’autorizzazione all’immissione in commercio, costerà tremila euro a farmaco, 75 milioni. E per mantenere l’iscrizione dei 25mila prodotti « naturali» esistenti, bisognerà poi sborsare 200 euro l’anno ciascuno.
« Il 50% di quanto incassiamo se ne va in tasse, il resto dovremmo impiegarlo per metterci in regola, ma le tariffe che ci hanno applicato sono illegali, ci sono aumenti del 70% invece dovrebbero essere del 10. Abbiamo fatto ricorso al Tar, l’udienza si terrà a gennaio», aggiunge Pizzoccaro. Intanto va avanti la partita burocratica: la piazza è Roma. La registrazione dovrà essere completata entro fine 2015, ma i «dossier», le schede relative a ciascun medicinale da ufficializzare, devono iniziare ad arrivare ad Aifa a ottobre.

Sulla necessità di trovare una soluzione, «premesso che tocca all’Agenzia stabilire quali preparati debbano essere commercializzati», punta Federfarma: «Sono molti i pazienti che si rivolgono all’omeopatia», dice il presidente Annarosa Racca. A fianco delle aziende si batte Apo (l’associazione dei pazienti omeopatici). «Fare sparire questi medicinali dal mercato significherebbe ledere il diritto alla libertà di cura», dice il presidente Vega Martorano.
Fonte: Il Giorno

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