" Spegniamo l’albero " di Luigi Cardarelli

http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2012/12/sinistri-300x148.jpgAdesso vediamo ben bene di farci quattro conti: tutta questa imponente abbuffata da primarie, tutta questa spocchiosa apologia del sancta sanctorum democratico, è valsa sì e no il 7% del corpo elettorale. Vale a dire che Pierluigi Bersani ha ricevuto un mandato a premier del centrosinistra, da poco più del 4% di italiani. Una vera bazzeccola. Una grossa goccia d’acqua nel vuoto d’un bicchiere. Ciò perché il popolo nostrano schifato e sfiduciato ha da tempo scelto l’Aventino, preferendo isolarsi.
Ma la parola d’ordine che s’ode roboante nelle grasse logge dei partiti grandi è “spacchettamento”. Quello che circa duemila anni fa i Cesari romani definivano “divide et impera”. Oppure quel che soltanto sei anni addietro il capo della sinistra al caviale Bertinotti declinava, in memoria di Berlinguer, come “partito di lotta e di governo”. Un vero imbroglio. In pratica la subdola e perfida partitocrazia di necessità virtù s’inventa nel cuore del partito stesso maggioranza e opposizione, ma sopratutto il fasullo e promesso cambiamento con l’unico scopo d’ingannare sine die l’allocco e sprovveduto elettore. Eccoti allora che tra le file del pd conforme e filisteo, voilà sbuca fuori il figlio d’un deputato democristo a rappresentare l’agognato riformismo. Alla stessa stregua nelle residue e sparute schiere del monocratico e servile pdl, Angiolino Alfano raggruppa i lealisti;
La Russa, la Meloni e Storace s’inventeranno un’altra An di quelli che prima stavano con Fini e poi con Berlusconi, affinché Silvio redivivo con una lista dei suoi amici appaltatori guarda caso simboleggerà la novità!
Dulcis in fundo di domenica dalla proletaria miliardaria Annunziata, t’arriva dal cielo in pompa magna il Marchini Alfio, proprio l’erede della dinastia palazzinara che regalò il gran maniero delle Botteghe Oscure ai compari fratelli del pci. Uomo davvero altruista e disinteressato, che aspira a sedersi sullo scranno del divino Campidoglio però tramite una lista civica. Potete verificare ordunque, si spezzettano per mascherarsi tal camaleonti, per far perdere le nauseabonde tracce, per farci smarrire il ricordo delle loro poliennali malefatte. Fanno finta di non conoscersi affatto tra sé stessi o addirittura senti senti d’esser quasi diventati dei nemici. Per poi telefonarsi di giorno e di notte ad ogni ora mettendosi d’accordo, con lo scopo di fregarci ancora e spartirsi la torta fra i clan e le cricche oligarche.

Litigano esclusivamente per la grandezza della fetta e per i soldi, non di certo per fede o ideali. Forse sono diventati troppo grassi per stare comodi all’interno d’una sola greppia, così furbi pensano a dividersi. A codesta surreale sceneggiata hollywoodiana costituita d’un immenso e colorato polverone, non partecipano né Fini e né Casini. Lor signori sembran troppo pochi per doversi spacchettare, quindi si sono rifugiati sotto lo scudo amico e plutocratico del governo Monti. Se lo stanco cittadino italico se ne restasse a casa disertando le vicine urne, è assai probabile che una coalizione con il 20-25% degli aventi diritto si prenderebbe l’intero potere del paese. Mortadella sogna già ad occhi aperti il suo sedere impunito, sul fastoso colle Quirinale. Continueranno a mangiarsi ciò che resta del presente e del futuro, ben protetti in quella ricca mangiatoia chiamata stato o istituzione. Starsene fermi tra le mura domestiche, sarebbe il più bel regalo che potremmo fare alla casta, alle lobbies ed alle migliaia di Alì Babà degli ultimi decenni.

Spegniamo le luci dell’albero e accendiamo il cervello.

Fonte: www.rinascita.eu

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