Sotto i nostri denti solo cibo artificiale - di Patrizia Guenzi

http://new.caffe.ch/media/2013/12/21269_3_medium.jpgEntro il 2050 saremo 2,5  miliardi in più. Una Terra sempre più popolata e sempre più esausta, incapace di sfamare tutti i suoi abitanti. Bisognerà raddoppiare la produzione mondiale di cibo, ridurre gli sprechi e sperimentare generi alimentari "alternativi". In altre parole, cambiare i nostri menu. Ad iniziare dalla carne, visto che l'attuale sistema di produzione  e consumo è impensabile in futuro. Anche cercando di ingrandire rapidamente il business della produzione di carne, scenari ottimistici in vista non ce n'è. Senza dire dei costi insostenibili, economici e ambientali che ne deriverebbero. Insomma, un  trend negativo che non migliorerà in futuro. Secondo l'Unep, agenzia Onu per l'ambiente, entro il 2050 la domanda supererà di un quarto la produzione e i prezzi del cibo lieviteranno del quaranta per cento. Mentre le speranze per arrivare sino a lì, mantenendo il ritmo alimentare attuale, sono ridotte a un lumicino. "Ma l'uomo è erbivoro!, la carne causa solo malattia e se ne può fare tranquillamente a meno", afferma il professor Leonardo Pinelli, medico nutrizionista a Verona.
E allora, per ridare fiato alla Terra, il futuro è un mondo senza latticini e carne di origine animale. Sostituiti da bacche, semi, polveri e alghe, definiti tra l'altro supercibi. Ma, pure, da alimenti più inquietanti, geneticamente modificati, come l'hamburger prodotto lo scorso agosto a Londra, creato a partire dalle cellule staminali di una mucca. Costato quasi 300mila euro, fra ricerca e produzione, nel giro di vent'anni si potrà comunque farne uno migliore e a più basso prezzo.
Secondo la Fao, tra il 1980 e il 2007, la produzione di carne è più che raddoppiata, sfiorando i 290 milioni di tonnellate l'anno. A tutt'oggi sono 27 miliardi gli animali allevati. Di questo passo avanti un pezzo non si potrà andare. Una soluzione s'impone. Ad esempio, un ulteriore sviluppo di bevande a base di soia, riso e avena, uova con derivati di alghe, proteine o grassi vegetali e carne sintetica.
Si torna a parlare di dieta vegana, un'alternativa a quella attuale, ma più benefica, visto che diminuirebbe le malattie causate da batteri, colesterolo e acidi grassi. "Il cibo del futuro è la soia - assicura Pinelli -. Garantisce proteine complesse, pochi grassi e isoflavoni, protettivi sopratutto per la donna. Oggi le ragazzine si sviluppano troppo precocemente, questo perché, loro malgrado, ingoiano un sacco di estrogeni nascosti".
Insomma, un domani più sano. "Indubbiamente, con molte meno malattie", conferma Pinelli. Senza parlare della sofferenza evitata agli animali e la quantità di risorse economizzate. Per ogni chilo di carne attualmente si consumano fra i 4 e gli 11 chili di mangime; una bistecca sintetica richiede invece il 99% di territorio e il 96% di acqua in meno. Oggi per produrre un hamburger di un etto e mezzo servono 75 metri quadri di terreno, 50 litri d'acqua, 3 chili di mangime, l'energia elettrica per fare funzionare sette ipad per sette giorni, e ben 13 chili di Co2 emessi nell'ambiente. Numeri inquietanti.
Intanto, oltre a lavorare sull'hamburger sintetico - volere o volare la "fettina" del futuro - alcuni Paesi hanno già messo in vendita alimenti prodotti con gli insetti. In Francia, ad esempio, in alcuni supermercati (Auchan e Carrefour) già si trovano patatine al gusto di cavalletta e biscotti a base di coleotteri, bruchi, api, vespe e bachi da seta. Su una confezione di queste "patatine", 7 euro mica poco!, si elogiano le qualità nutritive, soprattutto proteiche: 100 grammi equivalgono a un hamburger di 150 grammi. Per chi preferisce il dolce al salato, anche biscotti al gusto di caramello-bruco...
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@PatriziaGuenzi

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