Sogno ma son desto e attivo: il cervello al lavoro giorno e notte

http://www.placesofart.com/images/arena%20francesco/cervello.JPGI sogni non sono desideri, ma una necessità del cervello: diversi studi hanno dimostrato che il sonno esercita una funzione positiva sul funzionamento della memoria, il cosiddetto sleep effect. Questo effetto è dovuto a diversi fattori, ma soprattutto è una conseguenza della funzione attiva del sonno nel consolidare le informazioni presenti nella memoria.

 

A questa attività sono collegati i sogni, con un ruolo diverso a seconda della fase del sonno. Secondo Robert Stickgold della Harvard Medical School di Boston, citato da Danilo di Ddiodoro sul Corriere della Sera, il sogno della prima fase, quella di sonno più profondo, la “non-REM”, servirebbe soprattutto a stabilizzare e consolidare la memoria.

 

Il sonno e i sogni della fase REM, invece, riorganizzano i ricordi, consentendo di operare confronti e di integrare le nuove esperienze con quelle già immagazzinate.

 

La scoperta più sorprendente, però, è che questa funzione di riorganizzazione della memoria viene attivata anche nel corso di quella particolare modalità di sogno che è il sogno a occhi aperti. Anche in quei momenti il cervello elabora i dati in suo possesso.

 

Peculiarità invece unicamente dei sogni a occhi chiusi, soprattutto della fase REM, ad alto contenuto emotivo, è di erodere progressivamente l’impatto emozionale dei ricordi di eventi spiacevoli, per far perdere loro forza, facilitandone l’integrazione non conflittuale nella memoria.

 

“Sogni estremamente vividi, come film tridimensionali, spesso terrificanti e ricorrenti, spiega il professor Giuseppe Plazzi del Dipartimento di neuroscienze dell’Università di Bologna, pervadono la notte delle persone affette da questo tipo di disturbo, provocando risvegli terrifici e anche lunghi periodi di insonnia forzata nel cuore della notte, per la paura che hanno queste persone di re-immergersi nello stesso sogno, dato che spesso ricominciano il sogno proprio dal punto in cui si erano svegliate”. ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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