" Se Fini e Di Pietro..." di Peppino Caldarola

http://www.linkiesta.it/sites/default/files/uploads/articolo/fini_di_pietro.pngSe Fini non sta attento, rischia davvero grosso. Il presidente della Camera, autore del gesto politico più coraggioso di questa legislatura, si trova di fronte a un vero baratro. Il suo partito si è rimpicciolito in modo impressionante, la sua gente lo contesta per non aver scelto di abbandonare la presidenza dell’Assemblea, il suo luogotenente più estroso, Italo Bocchino, si è fatto fregare da una fidanzata storica di Berlusconi, qualche altro parlamentare scalpita e potrebbe abbandonarlo. E infine Casini sta prendendo il largo. È questa la notizia che forse lo inquieta di più. Il leader dell’Udc a mano a mano che si convince che per Berlusconi non c’è avvenire guarda insistentemente alla possibilità di rientrare nel centro-destra alla testa di un partito neo-democristiano. Probabilmente per Casini non c’è altra via per svolgere un ruolo polito di primo piano. L’altra strada, quella dell’alleanza con il centro-sinistra, è troppo lontana dal suo elettorato e troppo rischiosa politicamente. La marcia di avvicinamento di Casini rientra, quindi, nel novero delle cose probabili e tra l’altro il centro-destra non ha coltivato rancori contro di lui.

Il caso di Fini è diverso. Nel centro-destra lo odiano, il suo strappo è stato molto lacerante e ha dato origine alla crisi politica del berlusconismo. Rientrare, se pure lo volesse, per lui è molto più difficile. Potrebbe immaginare di rimettersi a capo di una nuova formazione di destra moderata che potrebbe venir dopo il PdL. Ma in questa avventura si troverebbe a dover condividere la leadership con personaggi aggressivi come Alemanno e gli altri aennini pentiti che cercano di svincolarsi da Berlusconi ma non hanno ancora deciso se mollare o no Alfano. Se questo è lo stato dell’arte per Fini si annunciano giorni tristi e persino il rischio di una non rielezione.

 

Ecco perché l’unica via d’uscita che gli si può presentare è quella più travolgente. Penso all’alleanza con Di Pietro. Il mondo finiano e quello dipietresco hanno molti punti di contatto. Pescano ambedie a destra (Di Pietro anche a sinistra), sono irriducibilmente anti-berlusconiani, guardano con cupidigia ogni iniziativa della magistratura. La coppia Di Pietro-Fini potrebbe toccare percentuali a due cifre e mettersi al centro dello scontro politico scegliendo liberamente l’uno o l’altro schieramento. E’ evidente che per mettersi assieme ciascuno dei due deve ingoiare molti bocconi amari e soprattutto vivere la tensione di una competition permanente. Ma per Di Pietro l’alleanza con Fini significherebbe raggiungere una massa critica elettorale che lo emanciperebbe dal Pd, mentre per Fini sarebbe la vera scialuppa di salvataggio prima di finire, solo e senza mezzi, nell’isola deserta che ospita i politici sconfitti. Non se ne farà niente, come è ovvio, e questo scenario resterà una pura suggestione. Tuttavia sia Di Pietro sia Fini probabilmente ci stanno pensando. ( Fonte: www.linkiesta.it/ blog)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog