" Se a oscurare il web è anche Mediaset " di Massimiliano Dona*

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/attualita3/internet%20censure%20web%20filtrage%20hadopi_200_200.pngSi parla molto della libertà della Rete Internet ed è un luogo comune che, grazie alla digitalizzazione, sia disponibile per ciascuno di noi una crescente libertà di informarsi e di informare. Molto più raramente si osserva che la realtà delle cose è ben diversa e cioè che Internet è territorio sul quale viviamo di libertà sì, ma precaria ed artificiosa.

Proprio in questi giorni si è acceso il dibattito riguardante l’imminente approvazione di una delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che, secondo alcuni, potrebbe compromettere la libertà della Rete autorizzando la stessa Agcom ad intervenire contro siti sospettati di violare il diritto d’autore.

Indubbiamente i poteri dell’Autorità andrebbero contemperati concedendo all’utente-autore della pubblicazione il giusto tempo per spiegare le proprie ragioni, ma ben più grave mi sembrano le censure già attuate sul web e non da parte di un’Autorità amministrativa, bensì ad opera di soggetti privati che, semplicemente notificando una violazione (vera o presunta) del copyright, ottengono l’immediata cancellazione dell’intero canale di comunicazione. È quanto accaduto recentemente alla nostra organizzazione (la più antica associazione di consumatori del paese) che, da quasi tre anni svolgeva il suo ruolo di educazione e informazione dei consumatori anche grazie alla pubblicazione di contenuti video sul popolare sito YouTube(di proprietà di un altro gigante quale è Google).

Oggi questo nostro canale è stato oscurato su richiesta di Rti-Mediaset con la motivazione di presunte violazioni della normativa sul diritto d’autore. La nostra colpa è quella di aver pubblicato (oltre a molti video di nostra proprietà) brevi stralci di programmi televisivi nel corso dei quali avevamo rilasciato interviste su temi di utilità generale. Secondo noi, ciò non dovrebbe essere in contrasto con la normativa sul copyright, anche alla luce dei principi fatti propri dai più moderni ordinamenti civili: basterebbe citare quella giurisprudenza americana che sostiene la legittimità di un fair use dei contenuti quando questi sono declinati per finalità di utilità sociale.

Ma la Rete è così poco libera che è persino difficile far giungere al destinatario queste nostre considerazioni così che la cancellazione è stata “inevitabile”. Ora direi che ciò che può fare Rti-Mediaset con la colpevole compiacenza di YouTube viola non solo il nostro diritto di informare, ma anche il diritto della cittadinanza ad essere informata: non sono stati rimossi solo i video “di proprietà” di Rti-Mediaset, ma l’intero canale sul quale, come detto, erano pubblicati per la maggior parte video autoprodotti ed alcuni (grazie al finanziamento del ministero dello Sviluppo economico) erano nostre campagne destinate a fasce deboli della popolazione.
Così stando le cose viene da chiedersi (ben prima di sindacare le iniziative dell’Agcom) per quanto ancora sarà consentito ad una qualsiasi impresa privata di far valere sul web la legge del più forte. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Segretario generale dell’Unione nazionale consumatori

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog