Sciopero della fame degli insegnanti di Milano

La contestazione alle scelte del ministro Gelmini si manifesta, in questi giorni anche a Milano, con uno sciopero della fame di alcuni insegnanti precari; sono in 4, 2 uomini e 2 donne.

 

Cristina Virardi (insegnante di lettere alle medie, 29enne, con 3 anni di anzianità da precaria), Alessandro Risi (professore di latino e greco, 37enne, 8 anni di carriera da precario), Davide Bondesan (insegnante di latino e greco, 28enne, precario da "solo" 3 anni) e Miriam Petruzzelli (insegnante di sostegno, 34enne, che lavora da 6 anni come precaria). I 4 docenti si sono "accampati" in una tenda e in una roulotte davanti al Provveditorato milanese.

Un inviato ha parlato con una di loro, Miriam Petruzzelli, insegnante di sostegno, ovviamente "precaria".

 

Innanzitutto com’è andata la prima visita medica da quando è iniziato lo sciopero?

Per il momento i medici hanno riscontrato una situazione sanitaria mediamente buona, seppur con una lieve disidratazione dovuta, più che altro, alla precarietà della situazione in cui stiamo vivendo in questi giorni. Al presidio permanente non abbiamo sempre la possibilità di avere le bibite di cui avremmo bisogno e non abbiamo i servizi igienici. Inoltre i medici ci hanno consigliato di effettuare, da domani che è il nostro 4° giorno di sciopero, un controllo medico quotidiano, ma purtroppo non abbiamo ancora trovato dei medici disposti a venire, ogni giorno, al presidio per visitarci. Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i medici disponibili ad aiutarci.

 

Per quale motivo ha deciso di intraprendere questo sciopero?

Non tanto per la mia personale situazione, ma per quella in cui versa l’intera scuola italiana. Quella che il Ministero definisce una riforma dell’istruzione è in realtà un insieme di tagli ai fondi da destinare alla scuola. E i tagli si realizzano mediante la riduzione del numero di ore (così si è arrivati, per esempio, alla diminuzione delle scuole elementari con il tempo pieno) e tramite l’abolizione di taluni insegnamenti con il conseguente ridimensionamento delle cattedre e con l’aumento del numero di studenti per classe. Tutto questo ha prodotto il licenziamento di molti precari: soltanto a Milano sono ben 1300 i posti "tagliati" a cui bisogna aggiungere circa 250 pensionamenti.

 

Da quanti anni gravita intorno mondo della scuola?

Sono orami 6 anni che sono precaria, ma la mia è un’esperienza abbastanza fortunata. Ci sono persone che lavorano nella scuola da più di 20 anni ed ora rischiano di perdere il posto di lavoro.

Io sono un’insegnante "di sostegno" e la nostra situazione è indecente: in ogni scuola dovrebbe esserci 1 insegnante di sostegno ogni 2 studenti portatori di handicap, invece c’è n’è mediamente 1 ogni 4. So di ragazzi down seguiti per sole 2 ore a settimana. Il tutto ovviamente costituisce una grave violazione all’art. 104 su l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità.

 

E come si spiega questa situazione?

Sembra che il Ministero non sappia quello che realmente succede nelle scuole ed il Ministro sembra non sappia nulla di ciò che amministra. Basti pensare che il Ministero dell’Istruzione ha un debito complessivo di 1 miliardo di euro con le scuole.

 

Che percorso ha fatto per diventare insegnante e quanto è durato?

Per diventare "precaria" ho dovuto fare 2 anni di corso di abilitazione dopo essermi laureata ed io ho fatto 1 anno in più, visto che sono un’insegnante di sostegno.

 

Cosa sperate di ottenere?

Noi abiamo intrapreso questo sciopero per continuità e solidarietà nei confronti dei colleghi che stanno protestando a Roma e pertanto ci aspettavamo l’apertura di un dialogo, che dalle ultime dichiarazioni del Ministro Gelmini ci sembra decisamente chiuso.

 

E quindi quanto pensa che durerà questo sciopero?

Andremo avanti fino a quando non saremo in grado di organizzare una seria e partecipata risposta di piazza che già stiamo organizzando. ( Fonte: milanoweb.it)

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