Scienza. La molecola che rafforza la memoria. E' stata scoperta da un'italiana che lavora a New York

 I ricordi sono la nostra vita, essenziali per imparare, studiare, lavorare, per non ricadere negli errori del passato e sfuggire ai pericoli: adesso grazie allo studio di una scienziata italiana ormai da 20 anni in Usa è stata scoperta una molecola, naturalmente presente nel cervello, che ha come un "effetto dopante" sulla memoria.

Infatti, iniettandola nel cervello di topolini, questi rafforzano la loro capacità di memorizzare informazioni e sono molto più precisi nel ricordarle. La scoperta è merito di Cristina Alberini che, dopo una laurea in Scienze Biologiche all'università di Pavia e un dottorato a Genova, si trova oggi presso la Mount Sinai School of Medicine di New York.

La proteina 'rafforza-memoria' si chiama 'IGF-II' e agisce direttamente nel centro neurale della memoria, l'ippocampo, potenziando il consolidamento del ricordo.

"Abbiamo scoperto - spiega Alberini in un'intervista - che IGF-II, somministrato a topolini nella fase cruciale della formazione o rievocazione di un ricordo, potenzia la memoria e la rende più a lungo termine. Per quanto ne sappiamo - continua - questa è la prima dimostrazione della possibilità di migliorare efficacemente la memoria attraverso una molecola naturale che passa senza problemi da sangue a cervello (supera cioé la barriera ematoencefalica) e che quindi potrebbe essere somministrata con un'iniezione per rinforzare la memoria sia di pazienti con demenza, sia, teoricamente, di persone sane".

La formazione di un ricordo è un processo complesso che prevede un primo 'inserimento dati' nella memoria del cervello e poi una fase di potenziamento a lungo termine in cui il ricordo viene fissato, come inciso strutturalmente attraverso la formazione di una nuova 'sinapsi', il ponte di comunicazione tra neuroni.

Oggi, anche in vista di un"epidemià di Alzheimer che potrebbe colpire il mondo occidentale sempre più invecchiato, sono tantissime le ricerche che mirano a scoprire meccanismi molecolari e potenziali farmaci per la memoria. Sull'altro versante ci sono anche scienziati che cercano di capire come 'scardinare' un ricordo mirando a terapie per eliminare traumi, ricordi brutti, episodi drammatici di vita.

La scoperta della scienziata italiana, pubblicata sulla rivista Nature, va in entrambe le direzioni perché è emerso che la memoria si rafforza se IGF-II aumenta nell'ippocampo ma che, viceversa, bloccando IGF-II mentre si forma un ricordo, il processo di memorizzazione si arresta. In teoria è possibile che la somministrazione via intravenosa o intramuscolo dell' IGF-II possa essere un modo per aumentare la memoria.

La molecola è potenzialmente molto interessante per l'Alzheimer - conclude - e altre cause di perdita di memoria perché IGF-II potrebbe essere malfunzionante in queste malattie. Questa è una delle ipotesi che studieremo nel prossimo futuro".

Infine, sempre in teoria, IGF-II potrebbe migliorare la memoria anche di persone sane, per esempio in vista di un esame o di una prova importante. ( Fonte: www.americaoggi.info)

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