Sceneggiata leghista: innalzano le bandiere venete a lutto e chiedono di togliere il simbolo dell’Unità d’Italia. Rissa al Consiglio Provinciale di Vicenza con la Lega.

Seduta interrotta e abbandono dell’aula da parte delle minoranze oggi nel consiglio provinciale di Vicenza, per protesta contro l’esposizione in aula da parte dei consiglieri leghisti di bandiere del Veneto listate a lutto e con la scritta ‘Autonomia subito’. Gli esponenti del Carroccio avevano scelto questa provocazione come reazione alla distribuzione di spillette tricolori da parte dei Giovani Democratici all’esterno della sede della Provincia.

IL PD SI ARRABBIA – ‘Abbiamo lasciato l’aula – spiega il consigliere del Pd Matteo Quero – per reagire alla sceneggiata messa in atto dalla Lega. E’ curioso che la giustificazione fornita dagli stessi consiglieri della Lega sia che il segno di lutto sia giustificato anche alla luce di una riforma federalista troppo annacquata’. A quanto pare, ironizza Quero, alla bonta’ federalismo proposto dal Governo Berlusconi ‘non crede nemmeno la Lega’. Per ottenere che i consiglieri della Lega rimuovessero i vessilli listati a lutto e’ dovuto intervenire direttamente il Presidente della Provincia Attilio Schneck.

ANCHE IL PDL PROTESTA – ‘Sul simbolo della bandiera tricolore non intendo negoziare e’ il simbolo con il quale sono cresciuta e mi sento legata’. Oltre alle minoranze, ad uscire dall’aula del consiglio provinciale di Vicenza e’ stata anche Morena Martini, assessore provinciale Pdl per scuola, lavoro e formazione, quando i colleghi della Lega le hanno chiesto di togliere la spilletta con il tricolore che aveva al petto. ‘Io rispetto le idee di quelli che sono i nostri colleghi di maggioranza e condivido la lotta che sta portando avanti la Lega sul federalismo e su altri punti – puntualizza Martini -. Ma la sala del consiglio provinciale e’ una sede istituzionale, dove la bandiera italiana e’ un simbolo da sempre’.

MOMENTI DI TENSIONE – Secondo la ricostruzione del fatto, confermata dalla stessa diretta interessata, c’e’ stato qualche momento di tensione quando alcuni esponenti della Lega Nord hanno chiesto alla Martini di togliere il simbolo dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia. ‘Io non mi tolgo nessuna spilla tricolore – afferma Martini – piuttosto pretendo che in aula non ci siano simboli di partito’. ‘Viva l’Italia unita – replica – sempre’. ‘A quel punto ho preferito uscire dall’aula’, spiega ancora l’assessore provinciale, che chiarisce: ‘La coccarda tricolore non mi era stata consegnata all’esterno ma e’ mia personale. Ho iniziato ad indossarla nelle prime manifestazioni ufficiali del 2011 e continuero’ a farlo per tutto quest’anno come giu’ annunciato pubblicamente’. ‘Quella di oggi e’ stata una carnevalata, che non rende merito alla Lega’, aggiunge Martini. Secondo quanto raccontato dalla stessa Martini, prima dell’inizio del consiglio provinciale e’ stato osservato un minuto di silenzio, in onore degli ultimi due alpini morti in Afghanistan. ‘Uno di questi era il nostro Matteo Miotto – racconta – che e’ arrivato avvolto dal tricolore e dalle sue volonta’ ha chiesto di essere seppellito con il simbolo dell’italianita’. Si dovrebbe imparare da questo ragazzo per onorare il tricolore italiano’.

(ansa)

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