Saviano: «Contro la macchina del fango, prepariamo parole future»

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/saviano22_200_200.jpg«Critichi? Ti opponi? Sarai delegittimato. Si attiva una macchina fatta di dossier, di giornalisti conniventi, di politici faccendieri che cercano attraverso media e ricatti di delegittimare gli avversari. Spesso si giustificano con la scusa dell'inchiesta. Ma esiste una differenza fondamentale tra diffamazione e inchiesta. L'inchiesta raccoglie una molteplicità di elementi per mostrarli al lettore. La diffamazione prende un singolo elemento privato e lo rende pubblico. Non perché si tratti di un reato e nemmeno di qualcosa che tiene al ruolo pubblico della persona nel mirino. Ma la mette in difficoltà, la espone, la costringe a difendersi». Così Roberto Saviano ha spiegato ai giovani del Festival internazionale del giornalismo di Perugia come funziona la “macchina del fango”, quel fenomeno preoccupante e indecente che sta determinando questa (brutta) stagione politica. Un successo come sempre, con tanta gente ad ascoltare l’autore di Gomorra. E c’era anche “il futurista”, cui Saviano ha fatto gli auguri firmando – come già aveva fatto a Cremona Gianfranco Fini – la copertina del numero zero e dedicandola "a Filippo e alla redazione, che prepara parole future".

 

Dunque la macchina del fango, dice Saviano, utilizza un mezzo: «Il gossip, paroletta che vuole rendere leggera la brutalità della maldicenza e rendere carina la liquidazione della discrezione» che diventa «oggi uno strumento estorsivo sulla vita personale, un racket sulla privacy».

 

Ma attenzione, «se candidi le tue amiche e puoi finire vittima di ricatti ed estorsioni, questo smette di essere un fatto privato e diventa invece condizionamento della vita pubblica di un intero Paese. La privacy è tutela della vita e della voglia di vivere. L'abuso di potere è un'altra cosa, scontata da altri».

 

Così, ogni riferimento al premier Berlusconi è dettato dalla “realtà”. «Non verrai criticato per quello che dici, ma cercheranno di demolire la tua vita, la tua dignità, anche laddove non c'è ombra di reato. Ma non è un meccanismo che riguarda solo i giornalisti. La stessa cosa successe al presidente della Camera Fini, quando cominciò a dissentire da alcune posizioni a proposito di giustizia e legalità». Chiunque si sia opposto, chiunque abbia dissentito un minimo dalla linea del governo e dalla fabbrica dei sorrisi del "portate il sole in tasca" come ha “consigliato” il premier ai giovani, è finito stritolato e sporcato. Ma per fermarla, basta non darle credito. Un muro contro la maldicenza e contro quel veleno che intossica la nostra democrazia. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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