Sandrone Dazieri: «A Milano l'aria è cambiata»

http://www.mentelocale.it/img_contenuti/collaboratori/grandi/Sandro_Dazieri.jpgSandrone Dazieri è tante cose. In primis, un giallista - dalla sua penna è uscita l'intera serie del Gorilla, il primo investigatore schizofrenico della storia del noir italiano - ma è anche head-writer di serie di successo come Squadra Anti-Mafia 2 e 3 oltre che consulente editoriale.

Cremonese di nascita, è milanese dagli anni Ottanta. In città ha vissuto da protagonista il fenomeno dei centri sociali, ha fatto il cuoco, il facchino, il correttore di bozze. E' diventato giornalista e poi direttore dei Gialli Mondadori. Nel 2006 ha deciso di diventare scrittore a tempo pieno. Di seguito ci racconta qualcosa di più sulla sua Milano.

Primissimo ricordo di Milano
Quando avevo 13 anni venni da Cremona, dove sono nato, con un mio compagno delle medie. Facemmo un giretto, mi ricordo la metropolitana, le edicole, soprattutto le edicole. Allora ero appassionato di paperback e fumetti, leggevo di tutto. Ricordo che nella bancarella accanto alla Stazione Centrale ne comprai parecchi.

Un pregio e un difetto della città
Per quanto riguarda il pregio direi che è cambiato il sindaco. Difetto? Milano è una città morta dal punto di vista culturale, sociale. La gente, appena può, scappa. La sera e nei weekend il centro è vuoto.

Zona in cui vivi? Cosa ti piace?
Sto in zona viale Ungheria, fra Milano e Linate. Negli anni '80 era un'area degradata, post-industriale. Non c'è nulla che mi piaccia particolarmente, intorno ci sono camion del corriere Bartolini parcheggiati, una macelleria islamica, poco altro, ma a me non piace vivere in un appartamento e qui ho un open space.

Locale preferito di Sandrone e del Gorilla
Vado spesso all'Indiana Post (via Casale 7) in zona Navigli. Fanno cucina americana e tex-mex, anche se io non mangio la carne, sono vegetariano.
Il mio Socio, invece, ha una predilezione per il bar all'ultimo piano della Rinascente (corso Vittorio Emanuele), gli piace l'ambiente internazionale.

Per anni sei stato in contatto con il mondo dei centri sociali da attivista del Leoncavallo. Qual è il ruolo di queste realtà oggi?
Non sono più militante, ma mi capita di andarci in occasione di presentazioni. Recentemente sono stata all'Askatasuna di Torino che è molto attivo nella lotta NoTav. Credo che questi luoghi siano importanti quando riescono a leggere il presente, fare controcultura.

Perchè hai scelto di vivere a Milano?
La ragione è la rete di relazioni personali che sono riuscito a costruire e il lavoro. Muoversi da qui in treno è comodo, Linate è a un passo da casa. In realtà, potrei vivere anche a Roma, ma a Milano ci sono persone a cui sono legato.

Qual è il giallista milanese che più rappresenta Milano? E il libro ambientato in città?
A parte me? (ride) Giorgio Scerbanenco, per come ha saputo raccontare la città. Per il libro, direi I milanesi ammazzano al sabato (Garzanti, 1969), perchè il giorno dopo non si va a lavorare.

Come sono i giallisti milanesi?
Sono tanti c'è Colaprico, che fa anche il giornalista per La Repubblica, Gianni Biondillo, Pinketts. Ci sono io, che sto sempre a casa, a scrivere. Sono dell'idea che uno scrittore debba chiudere fuori il mondo, altrimenti si perde.

Fra vent'anni abiterai ancora a Milano?
Tendenzialmente direi di no. Fra vent'anni ne avro 67. Se riesco a finire i lavori della casa che ho nella Marche, vorrei andare a vivere lì.

Milano è davvero cambiata con l'arrivo di Pisapia?
Tutto è cambiato, se non fosse per Formigoni che aleggia. La città è governata da persone che posso pure fare degli errori - io per esempio non sono d'accordo su tutto - ma non vedono la città come un'azienda, una fabbrica.
Certo, c'è la crisi e bisogna fronteggiarla, ma prendiamo Area C: l'area a traffico limitato è più grande ed è stata fatta andando contro tutti. Io poi sono estremo: fosse per me avrebbero dovuto fare di più.

La cosa più rock&roll da fare in città
Non ne ho la più pallida idea. Posso dirti qual è la cosa più interessante per me, mi piace andare in giro per librerie. Di solito, vado in Duomo intorno alle 19, faccio un giro da Mondadori, Feltrinelli e Fnac poi, intorno alle 9, mi infilo al cinema. ( Fonte: www.mentelocale.it)
Autore: Lorenza Delucchi

SANDRONE DAZIERI

Nato a Cremona nel 1964. Fin da bambino è appassionato di narrativa di genere – giallo, horror, fantascienza, spionaggio e fumetto. Ragazzino, lascia la sua città natale per trasferirsi nel collegio della scuola alberghiera di San Pellegrino Terme dove studia come cuoco.

E' in questo periodo che cominciano i suoi primi tentativi di scrittura: reportage comici per il giornalino scolastico e un paio di racconti horror che invia senza fortuna ad alcune riviste.

Con la maturità professionale si trasferisce poi a Milano e si iscrive a Scienze Politiche.

Senza casa nella Milano da bere, passa i primi due anni di università dormendo sui treni della Stazione Centrale, poi occupando abusivamente alcune case sfitte. Entra in contatto con il movimento dei centri sociali e soprattutto con il Centro Sociale Leoncavallo di cui diventa un attivista, impegnandosi in lotte ambientaliste e per il diritto alla casa. Le ruspe che distruggeranno il Leoncavallo nel 1994 segneranno il suo addio alla politica attiva. Nello stesso anno lascia l'università e si avvicina all'editoria come correttore di bozze nel service editoriale Telepress.

Da correttore di bozze, in breve tempo, diventa giornalista pubblicista e comincia a collaborare con il quotidiano il Manifesto. Diventa in seguito direttore del service editoriale, fino a quando, nel 1999 - dopo la pubblicazione del suo primo romanzo Attenti al Gorilla - la Mondadori non lo chiama a dirigere i Gialli Mondadori, poi tutto il comparto dei libri per edicola.

Scrive altri romanzi per adulti, sempre noir La cura del Gorilla (2001 Einaudi), Gorilla Blues (2002 Mondadori), Il Karma del Gorilla (2005 Mondadori), un romanzo per ragazzi Ciak si indaga (2003 Disney), numerosi racconti, alcuni soggetti per fumetti e sceneggiature per il cinema e la televisione. Nel 2004 viene nominato direttore dei Libri per Ragazzi Mondadori, incarico che lascia nel 2006 scegliendo di diventare scrittore a tempo pieno, successivamente pubblica E' stato un attimo(2006 Mondadori), Bestie (2007, Verdenero), Cemento Armato (2007 Mondadori) con Marco Martani e La Bellezza è un malinteso (2010 Mondadori.

Ha coordinato il team di scrittura della fiction Squadra Antimafia e Ris Roma. Sposato, vegetariano e pacifista, è testimonial di Medici Senza Frontiere.
(Fonte: sandrodazieri.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog