San Raffaele. Morto suicida Mario Cal, braccio destro di Don Verzè

http://www.unita.it/polopoly_fs/1.314789.1310987945!/image/137804775.jpg_gen/derivatives/box_304/137804775.jpgE’ morto suicida il braccio destro di Don Verzè al San Raffaele, Mario Cal. Si è sparato nel suo ufficio nell’ospedale milanese, accanto a lui c’era un messaggio. La notizia, riportata in esclusiva sul Corriere della Sera, è stata rilanciata dai telegiornali. Cal era stato sentito come testimone in Procura sul buco del San Raffaele, precisa il Corriere della Sera, “prima che il Vaticano aggregasse alcuni soggetti economici intorno a un piano di salvataggio”.

 

“La notizia si è appresa in tribunale, dove in questo momento l’avvocato Rosario Minniti è in una riunione nell’ufficio del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati insieme al capo del pool reati finanziari Francesco Greco e al pm Luigi Orsi”, ha scritto Luigi Ferrarella.

 

“Era preoccupato per la situazione del San Raffaele perché non c’era più la liquidità per pagare i fornitori”, ha detto Minniti.

 

Intorno alle difficoltà del San Raffaele c’è una relazione sui conti, quella di Deloitte, un piano di salvataggio, quello messo a punto dallo studio Bonelli Erede Pappalardo e da Borghesi, Colombo e Associati e poi il pm di Milano Luigi Orsi che, sulla base della legge fallimentare, ha avviato un protocollo civile per monitorare le condizioni finanziarie dell’ospedale di don Luigi Verzè.

 

Stando alle ultime notizie riportate dall’Ansa il 15 luglio alla fine della lunga riunione del cda della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, circa 5 ore, il presidente Verzè, fondatore del gruppo, aveva fatto un passo indietro delegando al vicepresidente Giuseppe Profiti e al consiglio stesso tutti i poteri. Nella scarna nota diffusa al termine della riunione non si faceva cenno al piano di concordato preventivo, praticamente pronto per essere asseverato dallo studio La Croce, non si parlava della riorganizzazione societaria, ma il nuovo cda precisa di avere ”la necessità di poter operare una ricognizione degli effettivi dati aziendali e contabili della Fondazione e la valutazione di un piano di risanamento” e, a dispetto di tutte le pressioni esterne, i nuovi consiglieri sono ”fiduciosi di avere il tempo e di essere in grado di portare avanti con serenità l’attività di risanamento”.

 

Il piano prevedeva, sempre secondo indiscrezioni diffuse dalle agenzie di stampa, un aumento di capitale da 200-250 milioni di euro necessario a ripianare le perdite (nel 2010 quelle dichiarate ammontavano a 60 milioni di euro) e a dotare il gruppo ospedaliero di mezzi freschi già a partire dal 2012. Secondo la ricostruzione dei conti fatta da Deloitte i debiti commerciali del San Raffaele sono di circa 600 milioni di euro, mentre è in essere un maxiprestito da 165 milioni di euro della Bei del 2007 per la ricerca e la didattica che in realtà è stato in parte (99 milioni) impiegato per chiudere finanziamenti preesistenti. Dall’analisi dei conti condotta da Deloitte emergerebbero anche ratei passivi sottostimati per 33 milioni, svalutazioni record di 54,9 milioni (al 31 dicembre). ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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