" Salvare l'autonomia del lodigiano! " di Beppe Cremonesi

http://www.archimagazine.com/mlodi1.jpgSe il decreto del Governo verrà convertito in legge dal Parlamento nel 2014, alla scadenza del mandato in corso, la Provincia di Lodi chiuderà i battenti.

Nelle settimane scorse avevo espresso le mie perplessità sull’abolizione delle province, senza una vera riforma del sistema degli enti locali nel nostro paese, so che questa idea non e’ condivisa dalla maggioranza, oggi cerco di motivare le ragioni per cui non possiamo perdere l’autonomia del lodigiano.

Il cammino dell’autonomia del nostro territorio dalla provincia di Milano è iniziato negli anni sessanta con l’istituzione del Consorzio del lodigiano, nel 1992 l’istituzione della nostra Provincia ha sancito la conclusione di questo percorso.

 

Quali vantaggi ha avuto il territorio con la presenza di questa istituzione (una domanda che mi viene posta da più parti)?

In primis un incremento sostanziale dei trasferimenti ricevuti e investiti nel nostro territorio, rispetto ai tempi in cui eravamo parte di quella di Milano.

Questi trasferimenti hanno consentito: la risistemazione dei plessi scolastici delle scuole superiori presenti nel territorio, il miglioramento della rete stradale provinciale, la realizzazione di un sistema delle piste ciclabili fra i più estesi del paese, numerosi interventi in campo sociale.

Dal punto di vista della pianificazione territoriale oggi siamo detentori di un nostro piano territoriale in grado di rispondere alle esigenze delle nostre comunità.

La presenza di questa istituzione ha consentito al lodigiano di avere una voce in grado di tutelare i nostri interessi ai tavoli istituzionali regionali e nazionali.

L’ente è divenuto in questi anni un importante punto di riferimento sia per gli amministratori dei tanti piccoli comuni del territorio, sia per i cittadini che le associazioni presenti nel territorio.

Voglio ricordare che grazie alla Provincia siamo stati in grado di riqualificare l’intera area dei conventi di via Fanfulla , attuali sede dell’ente, avviati da decenni ad un inesorabile e progressivo abbandono.

Nel contempo essere Provincia ha consentito la presenza di importanti servizi, penso alla Camera di Commercio, alla Questura o al Provveditorato agli Studi, per l’intero tessuto del territorio.

Ecco la ragione per cui credo sia negativa la perdita di autonomia del nostro territorio, se non vogliamo divenire la periferia estrema a sud di Milano , soprattutto nell’ottica della realizzazione dell’area metropolitana milanese.

Che fare quindi per mantenere la nostra autonomia, nel contesto di una vera riforma del sistema degli enti locali del nostro paese?

Io credo sia necessario in primis unificare i comuni sino a 5000 abitanti, quindi affidare all’assemblea dei Sindaci presieduta da quello della città capoluogo i poteri di indirizzo e di programmazione oggi in capo all’ente Provincia.

Nel contempo dovrebbero essere garantiti la presenza degli attuali uffici periferici dello stato, tranne la Prefettura, che erogano servizi alle nostre imprese e ai nostri cittadini. ( Fonte: http://www.giuseppecremonesi.com)

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