" Ruota dell’abbondanza: dietro c’è l’intramontabile catena di Sant’Antonio" di Alessandro Camilli

http://1.bp.blogspot.com/-rhobFRx5U1I/TcBd4FBHEpI/AAAAAAAAANc/YVCCNc8MhMQ/s200/catena+di+sant%2527antonio+guadagnare+illecitamente+spam+rottura+di+scatole+lasciatemi+in+pace+boh+bohhh+bohhhhh.jpgNella versione più recente si chiama Ruota dell’abbondanza o della solidarietà, o anche Scatola magica o Scatola della fortuna. Nome nuovo ma truffa vecchia. Lo schema è sempre lo stesso, da decenni ormai. Nell’ultima versione c’è solo un piccolo restyling: una punta di new age e magari un richiamo alla solidarietà, ma la sostanza è la stessa. E nonostante il meccanismo truffaldino che viene proposto sia vecchio e noto a tutti, continuano a non mancare mai coloro che sono disposti a farsi abbindolare di fronte alla promessa di un facile guadagno. Idea allettante, certo, ma a leggere l’ennesima cronaca di una storia vecchia riaffiora la saggezza delle nonne per cui “la mamma dei cretini è sempre incinta”. E che di truffa si tratti lo ha compreso persino il nostro legislatore che dal 2005 ha messo fuori legge gli schemi piramidali e le catene di Sant’Antonio.

Per chi li organizza e per chi cerca nuovi adepti è previsto un anno di carcere. Certo il divieto è pensato soltanto per le società e non per le persone fisiche, così il vuoto legislativo lascia spazio ai tanti furbi sempre a caccia dei polli pronti a farsi spennare. E i polli non mancano.

Le prime segnalazioni dell’ultimo giro di ruota, pardon di truffa, arrivano dalla Svizzera, anche se secondo qualche partecipante è stata inventata in Germania, nel 2008 o forse nel 2007. In Italia la «ruota dell’abbondanza o della solidarietà» arriva poco dopo, con un messaggio di reciproco aiuto nel momento del bisogno, del «dono» da dare che torna indietro moltiplicato per otto. Le versioni in circolazione sono molte ma si tratta in realtà solo dell’ultima versione della vecchia truffa a piramide.

Uno schema che non può funzionare, ovvio per il buon senso e certificato dalla matematica. Se un briciolo di raziocino dovrebbe suggerire che non è possibile versare una cifra che ci tornerà moltiplicata per otto, altrimenti tutti saremmo ricchi in men che non si dica, la matematica dice che, all’interno dello schema piramidale, in appena cinque o sei passaggi, grazie alla progressione geometrica, il numero dei partecipanti necessari per far girare la ruota è pari al numero degli abitanti di una città come Torino. Dal decimo passaggio si supererebbe la popolazione italiana, dall’undicesimo quella degli Stati Uniti e dal tredicesimo non basterebbero tutti gli umani sulla Terra per far funzionare il meccanismo.

La novità 2011 sta nel fatto di accompagnare alle solite modalità anche un progetto di solidarietà che in questo modo sposta l’attenzione dei partecipanti su un meccanismo di aiuto reciproco che, nella teoria, è stato pensato per portare ricchezza a tutti e che allo stesso tempo si oppone a un sistema economico corrotto che non aiuta chi ha bisogno.

Ma invece di divenire immuni a questo tipo di truffa visto che ne conosciamo l’esistenza e i meccanismi, anche grazie al momento di crisi generalizzata, sono sempre di più quelli che cascano nella rete alla ricerca di soldi per far quadrare un difficile bilancio. Ovviamente solo chi ha compreso di esser stato fregato è disposto a raccontare la propria esperienza, e a volte la vergogna suggerisce comunque il silenzio.

A La Stampa una vittima di questa truffa ha raccontato la propria storia. «I partecipanti sono tutti di classe media, curati, ben vestiti, uomini in giacca e cravatta e donne eleganti, senza sfarzo eccessivo. Sono cordiali, simpatici, di cultura anche elevata. A tratti sembra che non abbiano la percezione di stare commettendo un reato, sembra che si consolino in un clima di “autoassolvimento” collettivo dicendosi “tanto per tenere i soldi in banca che li rubano” oppure “con quel che paghiamo già di tasse”.

“C’è chi vuole sovvenzionare il figlio che si è appena laureato e non trova lavoro, chi vuole cambiare vita e licenziarsi, chi ha bisogno di soldi per coprire i debiti della propria attività commerciale. Chi semplicemente, come me, vorrebbe potersi permettere un’auto nuova, o chi ha gli alimenti da versare e cerca un po’ di sicurezza finanziaria”.

Vittime si, ma di certo non inconsapevoli e non immuni da colpe. ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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