" Roma: Villa Adriana, la discarica seppellisce la cultura " di Antonio Cipriani

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

http://ts1.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=4986002328847508&id=ce980ec2d8bf4903acc7a22767dfe199Ci dev'essere qualcosa di perverso, di simbolico o di poco chiaro, dietro la decisione di piazzare una discarica a due passi da Villa Adriana. Ossia vicino a un sito archeologico che racconta la storia dell'impero, che rappresenta - per usare le parole di Andrea Carandini "la Versailles dei romani". Soprattutto perché la decisione sponsorizzata dal commissario delegato per il superamento dell'emergenza ambientale nella provincia di Roma, il prefetto Giuseppe Pecoraro, trova solo l'appoggio del governatore del Lazio Renata Polverini, ma un'opposizione popolare fortissima, oltre che la contrarietà del sindaco di Roma, del presidente della Provincia, delle associazioni ambientaliste e di mezzo governo Monti.

Già, mezzo. Perché se il governo Monti sembra appoggiare le decisioni di Pecoraro, la posizione di alcuni ministri appare davvero incompatibile con questo appoggio. Per esempio il ministro Clini è contrario. Ma c'è di più. Dopo aver ricevuto la lettera dell'eminente archeologo Carandini, il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha dichiarato: "Se insistono nel voler localizzare a Corcolle una discarica, troveranno un ministro più disponibile. Io non ci sto".

Ornaghi probabilmente si rende conto del fatto che la decisione coprirebbe di ridicolo la politica culturale italiana a livello internazionale. Già, come si fa solo a pensare uno scempio del genere. Ma c'è da dire di più: quale follia imprenditoriale e politica ha trasformato una delle zone più belle e particolari del mondo, tra le sorgenti dell'acqua solfurea e Tivoli, in una periferia senz'anima?

Perché il problema della discarica è l'ultimo assurdo tassello di un mosaico di devastazioni ambientali e culturali. Un'area fantastica, con risorse naturali e storiche di livello mondiale, gestita a colpi di cemento e asfalto. In balìa dei costruttori e degli affaristi. Ed è sempre peggio. Meno verde, meno panorama, meno bellezza. Più cemento, più asfalto, e ora più immondizia.

Nel giro di poche decine di anni, la gestione del bene comune è stata delegata ai teorici del vantaggio privato a danno di tutti. Hanno costruito dove mai si sarebbe dovuto costruire, senza una programmazione, senza rispetto. Senza mai una volta pensare al senso del luogo, allo spirito che proviene dalla storia, a quel tessuto identitario che è andato scomponendosi fino a diventare una frammentata accozzaglia di esseri umani ingorgati in uno spazio invivibile. Senza alcun rispetto per l'ambiente, per l'arte, per la cultura.

E adesso? Di fronte all'ultimo assalto, una discarica vicino alla villa che fu di Adriano, i cittadini sono scesi in campo. Per impedire che vengano travolti anche gli estremi baluardi del buon senso a vantaggio del binomio rifiuti-cemento. E Villa Adriana può diventare il luogo di aggregazione per ricominciare a ragionare sul valore del bene comune, sul futuro di tutti e non solo sugli affari di pochi.( Fonte: http://www.globalist.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: