" Robin Hood è futurista " di Eugenio Balsamo

http://etc.usf.edu/clipart/8200/8219/robin_hood_8219_lg.gifÈ curioso trovarsi d’accordo con il leghista Flavio Tosi, ma è così. Perché una patrimoniale dovrebbe far paura e, addirittura, rispolverare vecchi discorsi su cosa è di destra e di sinistra o finanche comunista? Se l’emergenza c’è e il sacrificio viene richiesto a tutti il ricorso a un prelievo una tantum dai più abbienti non deve scandalizzare. Almeno se la lezione che la politica promuove è quella della proporzionalità di onori e oneri.

 

Eppure tutto ancora si divide ed è parecchio incomprensibile quanto grottesco che le parole spese per rigettare l’idea di una patrimoniale siano state nettamente superiori, in quantità e autorevolezza del dichiarante, di quelle dirette a difendere il senso dell'umanità in matieria pensionistica.

 

Anche in questo caso Silvio Berlusconi cerca di buttarla in caciara fingendo di aderire a un ragionamento ideologico e non pratico. Spiegando, cioè, che si tratterebbe di un provvedimento della peggiore natura statalista, figlio di quella concezione in cui la potestà di imperio schiaccia le libertà individuali. E lo fa sapendo che c’è chi, ancora, lo segue nella caccia alle streghe con la stessa rossa sul manico della scopa. La realtà, chiaramente, è ben diversa e ha a che fare con un gruppo nutrito di ricchi italiani che tendenzialmente votano per quello che si è presentato come il partito delle non tasse e che dal presidente del consiglio pretendono che piuttosto alleggerisca lo Stato. Che, nella loro mente, altro non vuol dire che ridurre le garanzie dello stato sociale, mentre molti di essi giocano a nascondino col fisco.

 

Eppure Berlusconi sa che in Svezia e Norvegia non c’è Stalin né Kim Jong-il e lassù la patrimoniale è una cosa normale. Come nella vicina Francia impote de solidarité sur la fortune, adottata nei primi anni Ottanta, non è mai stata messa in discussione dai neo gollisti Chirac e Sarkozy. Immaginiamo la reazione del francese medio all’ipotesi di una sua soppressione solo per beneficiare le classi più abbienti.

 

Il problema sta proprio in questi termini, evidentemente. Nel viziaccio, che fa io gioco della politica immatura, di attribuire a tutti i costi un’etichetta che ha infettato da anni la società se si è arrivati al punto di considerare anche certe bevande di destra o di sinistra. Chiacchiere di destra alle quali si aggiunge la debolezza del Partito democratico che anche sulla patrimoniale non ha un orientamento preciso, lo sta cercando dopo aver smarrito quel residuo senso del sociale di cui parlava Veltroni nell’ultima campagna elettorale.

 

Per quanto ci riguarda, caro legislatore, si può procedere. Chi più ha, più dia. Non è ideologia ma senso del giusto che includa, però, anche qualche bella potatura nel centro storico della capitale. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog