Riflessioni urbane ed extraurbane - di Marco Cedolin

http://1.bp.blogspot.com/-kX9kXslkWUc/UqYfcZkb-yI/AAAAAAAAHRo/pOJRT6Eu3sQ/s320/lotta%2520per%2520sopravvivere.jpgMentre circa il 3% degli italiani si recava alle urne del PD, per incoronare Matteo Renzi in veste di nuovo leader del partito, un'altra piccola percentuale d'italiani sceglieva di scendere in strada, per bloccare strade e tangenziali in segno di protesta, contro questo governo e la dittatura eurobancaria che ne tira le fila.
Nel mezzo il 90 e rotti per cento dei connazionali, troppo disgustati dalla farsa dei mestieranti politici, per scegliere di regalare due euro al PD, ma anche troppo assuefatti al disastro italiano, per ostentare una qualche reazione nei confronti della mano che li schiaccia a terra, senza lasciarli respirare.
Personalmente ho guardato fin dall'inizio con molte riserve alla manifestazione del 9, avendo la sensazione che si trattasse fondalmentalmente di una protesta fine a sè stessa, priva di un progetto di largo respiro e per molti versi egoista, nella difesa delle svariate categorie di lavoratori. Ciò nonostante quando i cittadini scendono in strada, per difendere i propri diritti e ribellarsi alla dittatura finanziaria, davvero non mi riesce di evitare di fare il tifo per loro, soprattutto se larga parte degli altri italiani li guardano con sufficienza o li additano in qualità di violenti, fascisti e perfino mafiosi....

 

Quello che in tutta sincerità più mi ha colpito di questo ritorno dei Forconi (così lo hanno descritto i media mainstream), oltre alla piacevole consapevolezza che gli italiani, per quanto lobotomizzati, siano ancora in grado di scendere in strada, senza esservi convocati da qualche partito o sindacato di sinistra, è stato proprio il livore di una larga parte della cosidetta società civile nei confronti di coloro che avevano scelto di mobilitarsi nei presidi e nei blocchi.
Tutta l'area di sinistra, sempre meno "rivoluzionaria" ogni qualvolta esiste un governo amico, davvero sembra non riuscire ad affrancarsi dal ruolo di protettrice dell'Europa, dell'euro e del sistema bancario. Non vuole scendere in piazza, per paura di disturbare il manovratore, ma non vuole neppure che in piazza ci scenda qualcun altro, magari rubandole la scena. Ecco allora che qualsiasi protesta, nata al di fuori del suo alveo (dove l'ordine di scuderia è non protestare) diventa qualcosa di becero, provocatorio, pericoloso e dal sapore vagamente fascista.
Tutta l'area grillina, che fra un Vday ed una seduta alla camera sembra essersi imborghesita oltremisura, ha ormai dimenticato le parole di Beppe Grillo che quando chiedeva i voti nelle piazze prometteva "li manderemo tutti a casa", la chiusura di Equitalia ed una vera e propria rivoluzione epocale che nonostante il 25% dei consensi non è mai avvenuta. Ne consegue che gli sguardi nei confronti di blocchi e presidianti siano alquanto distaccati, quasi a domandarsi con sufficienza se davvero valga la pena di affannarsi tanto in una rotonda o davanti ad una sede di Equitalia.
L'area di centrodestra, ormai in larga parte liquefatta, sembra invece essersi divisa equamente fra favorevoli alla protesta, osservatori imparziali e fortemente scettici che ripetono il mantra secondo cui in Italia non cambierà mai nulla.
Tutti gli altri ancora sono rimasti a guardare alla finestra, commentando, borbottando, bofonchiando qualcosa.
Non sono assolutamente convinto del fatto che i presidi davanti alle sedi di Equitalia, i blocchi stradali e la mobilitazione contro la UE e l'euro possano servire a qualcosa, soprattutto in mancanza di una visione politica d'insieme e di una strategia in grado di veicolarla. Però sono fermamente convinto del fatto che stare alla finestra a criticare chi si sbatte nelle strade non serva assolutamente a nulla, se non a compiacere coloro che ci stanno affamando. Ragione per cui tutta la mia simpatia va a quei ragazzi (e meno ragazzi) che si stanno mettendo in gioco in prima persona, per tentare di difendere il proprio futuro e quello dei loro figli, anche se non sempre le motivazioni dei loro compagni di strada sono altrettanto adamantine e anche se dopo tutti questi sforzi non ci riusciranno. Alzare la testa con dignità è sempre molto meglio che mormorare "Yes Sir". (Fonte: Il Corrosivo di Marco Cedolin [scheda fonte]
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