Revolutionair, l’eolico fai da te

Quando si parla di eolico, si pensa sempre in grande: impianti ciclopici, proprio come la turbina eolica Britannia, che sta per vedere la luce in Inghilterra. Le dimensioni garantiscono di poter soddisfare i bisogni energetici di un’intera città o regione, ma l’imponenza della struttura mira a qualcosa di più: lasciare un segno maestoso delle opere umane.

 

Intenzioni decisamente diverse nutre l’affermato designer Philippe Starck, che rivoluziona il concetto di eolico con un oggetto dal design “democratico”: basta con le pale dalle dimensioni gigantesche, ogni famiglia deve avere a casa propria le proprie microturbine per produrre energia pulita.

 

Il sogno di Starck è quasi diventato realtà: nata nel 2008, la microturbina Revolutionair è stata presentata nel gennaio 2010 alla Triennale di Milano in collaborazione con l’azienda Pramac. Revolutionair è un sistema di pale dallo stile aggraziato e dalle dimensioni più che contenute (meno di un metro di altezza), ad asse di rotazione verticale anziché orizzontale: un’innovazione per renderlo indipendente dalla direzione del vento e consentirgli di sfruttare anche le turbolenze.

 

L’estetica degli impianti eolici è una questione nodale nella storia dell’energia pulita: spesso ci si lamenta del fatto che le pale abbiano un impatto visivo sgradevole sull’insieme del paesaggio in cui vivono, e che addirittura siano esteticamente inquinanti. Revolutionair porterebbe una rivoluzione anche in questo senso, perché l’aspetto ingombrante delle pale è sostituito da un sistema minuscolo, armonioso ma altamente efficiente.

 

Energia pulita, design democratico, bellezza estetica: che cosa manca dunque? Il prezzo! L’intenzione iniziale di Starck era di assestarsi sui 500 euro a microturbina, perché Revolutionair diventasse un bene di largo consumo in vendita nei supermercati e nei centri commerciali. Purtroppo al momento siamo molto lontani da questo obbiettivo: si va dai 2500 euro per la turbina piccola, ai 3500 euro per quella più grande.

 

Dov’è dunque la convenienza per le famiglie? L’AD di Pramac Paolo Campinoti spiega come ammortizzare l’investimento e i suoi vantaggi:

 

Nelle zone ventose l’investimento viene ripagato in 5-6 anni. Comunque l’energia prodotta nei mesi in cui la casa non viene usata non va dispersa, viene messa in rete all’Enel e detratta dalla bolletta. È chiaro comunque che il “plus” non è tanto il vantaggio economico, che, pure, combinando l’eolico con altre energie alternative, solare in primis, si ottiene. Il “plus” è la consapevolezza di usare energia pulita, di fare parte di una comunità ecosensibile, di appartenere a una “corrente di pensiero”, come dice Starck.

 

Aspettiamo che questa soluzione davvero smart diventi anche economicamente più accessibile!( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog