Regione Lombardia sempre in testa per vitalizi e aumenti di stipendi

Cambiano le legislature in regione Lombardia, è in corso la Decima, ma si assiste alla persistenza di taluni privilegi come i vitalizi, che solo in propaganda elettorale sembrano in via di estinzione e invece non cessano mai.

http://www.finanzainchiaro.it/wp-content/uploads/2013/10/e-io-pago.jpgIn base ai dati sui vitalizi della segreteria regionale del Consiglio regionale, con aggiornamento al 31 agosto di quest’anno, contenuti in un lavoro presentato al gruppo di lavoro che sta discutendo l’ipotesi di tagliare mediamente del 20 per cento le pensioni superiori a 3.100 euro, gli ex consiglieri regionali usufruiscono di vitalizi d’oro a fronte di contributi versati in misura modesta. Ad esempio c’è chi ancora percepisce dal 1980 un vitalizio di 3mila euro al mese dopo aver versato un totale di circa 8mila 500 euro di contributi.

Come pure c’è chi prende da oltre 24 anni una pensione di 2mila 391,56 euro al mese, a fronte di versamenti per un totale di 2mila 900 euro di contributi: vale a dire meno del vitalizio che taluni ex consiglieri regionali prendono ogni mese. L’ammontare dei vitalizi ancora erogati, ben duecentoventuno, si aggira per un totale di oltre 620mila euro al mese, una voce che grava non poco sui bilanci regionali.

I duecentoventuno privilegiati sono al momento anonimi come quei fortunati che vincono alla lotteria: i dati a disposizione riguardano la data di decorrenza di ogni singolo vitalizio e l’ammontare di ogni assegno mensile ma, per motivi di tutela della privacy, non il nome del beneficiario. Il M5S, che come noto non era presente nella scorsa legislatura, reclama che vengano resi noti i nomi oltre a richiedere la cancellazione dei duecentoventuno vitalizi così come avvenuto per i neoeletti estendendo e applicando così anche agli ex consiglieri la legge numero 13 del 2011, applicabile solo ai neoeletti. Ricordiamo che fino alla scorsa Nona Legislatura era possibile maturare la pensione anche solo dopo due anni e mezzo di carica, per poi poterla prendere una volta raggiunti i sessant’anni di età.

Così abbiamo che il pensionato più ricco prende 6mila 319,85 euro al mese dal luglio del 2005: a fronte di versamenti pari a 274mila euro di contributi tra il 2005 e il 2013 ha già percepito 614mila 360 euro. Qualcun altro, dopo aver versato contributi per 27mila 100 euro, dal 1° giugno 1985 prende una pensione mensile di 4mila 782,92 euro e negli ultimi otto anni ha già intascato 492mila 395 euro.

Sono casi isolati mentre i più diffusi sono relativi ai diversi ex consiglieri regionali che dopo aver versato in contributi la modesta cifra di 2mila 900 euro percepiscono dal 2005 ogni mese un vitalizio di 1.195 euro. Volendo fare una media approssimativa con poco più di 50mila euro di contributi c’è chi ha continuato a riscuotere all’incirca negli ultimi vent’anni un assegno mensile di 4.145 euro.

Ciò è avvenuto in base alle regole della legge 12 del 1995 in materia di assegno vitalizio e indennità di fine mandato dei consiglieri, abrogate nel 2011 ma come detto tuttora in vigore per gli ex consiglieri. Con l’attuale gruppo di lavoro si sta discutendo in Regione di l’ipotesi di tagliare mediamente del 20 per cento le pensioni superiori a 3.100 euro che potrebbe riguardare anche le pensioni già erogate, ma resta da vedere come andrà a finire.

L’unica certezza al momento è che i vitalizi non finiscono mai. Come pure i compensi d’oro, che in base a una delibera di giunta varata nel Luglio scorso, premiano ben 54 manager regionali. Come si sa a seguito della crisi e dei tagli della spesa del pubblico impiego gli stipendi per i dipendenti pubblici sono bloccati dal 2009.

Eppure nonostante il blocco e la crisi si sono trovati e sono stati destinati venti milioni di euro a 54 manager lombardi, l’aumento quindi riguarda un quarto del totale ( in servizio sono 218 tra direttori e dirigenti). Gli aumenti non sono tutti uguali c’è chi prende di più e chi meno, si fa per dire. In testa alla classifica non si trova l’ideatrice della vincente campagna elettorale di Maroni “La Lombardia in testa” Patrizia Carrarini, direttore della comunicazione in Regione, ma è ben messa con i suoi 144 mila euro. In testa alla classica dei megastipendi, grazie all’aumento balza Andrea Gibelli, l’attuale segretario della Regione che sfiora i 223 mila euro l’anno.

Per equità gli aumenti in premio, ma in misura ridotta, non vanno solo agli uomini vicini all’attuale Governatore, anche ai formigoniani tutt’ora in regione. Come il direttore dell’assessorato alla Sanità Luca Merlino, nell’era Formigoni il dirigente che firmava i provvedimenti con lo stanziamento dei soldi pubblici destinati al San Raffaele e alla Maugeri.

In sintesi nonostante il blocco degli stipendi dal 2009 e anche nel 2009 in Regione Lombardia per gli stipendi dei manager quest’anno si spenderanno ben 20,4 milioni di euro a seguito di aumenti peraltro contestati all’interno della stessa della Regione Lombardia, tanto che sono partiti un paio di esposti in Procura. Insomma non c’è che dire i vitalizi e gli aumenti di stipendi la Regione Lombardia li ha “sempre in testa”.

Per approfondimenti visita: http://www.ilsole24ore.com

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog